“È una gogna vergognosa. Siamo tornati al Medioevo… Solidarietà per un uomo che non può difendersi”. A commentare così l’arresto del presidente dell’Assemblea capitolina Marcello De Vito è il deputato M5s Davide Galantino. La sua è l’unica voce fuori dal coro nell’universo grillino e per questo fa discutere. Perché se Di Maio ha espulso De Vito e tutto lo stato maggiore del Movimento ha applaudito questa decisione, lui la ha criticata. Duramente. Quarant’anni, pugliese di Canosa di Puglia, primo militare eletto in parlamento (è Caporal Maggiore Capo Scelto dell’esercito), Galantino è il solo a difendere l’esponente politico romano del Movimento 5 Stelle, arrestato per corruzione. “Stamani – ha detto intervistato dall’Adnkronos – ho la nausea. Non certo per l’arresto di Marcello De Vito, chi lo conosce tra noi lo descrive come un incorruttibile. Ho la nausea per l’accanimento di certi soggetti…”. Il riferimento è alle parole del capo politico Di Maio, il quale si è assunto la responsabilità della ‘cacciata’ di De Vito dal M5S, e al corollario di dichiarazioni arrivate da esponenti grillini che plaudono alla decisione del leader pentastellato, prendendo le distanze da De Vito. “Il M5S non si sostituisca alla magistratura – ha detto – Eppure De Vito è già fuori dal M5S, senza che si sia nemmeno difeso, senza che il collegio dei probiviri si sia pronunciato. Magari è in carcere per errore ma è già stato messo alla gogna, come Zingaretti“.

Per il deputato pugliese è stato un errore anche attaccare il segretario del Partito democratico per la vicenda dei presunti finanziamenti illeciti raccontata da L’Espresso. “Bisognava aspettare prima di parlare. Alla fine si tratta, per il momento, di voci di corridoio. Su De Vito dovevano esprimersi i probiviri” ha continuato, manifestando la sua solidarietà “nei confronti di un uomo che è in carcere e non ha nessuna possibilità di difendersi”. Alla domanda se ritiene che il Movimento 5 Stelle debba aprire una riflessione al suo interno sul garantismo, il parlamentare risponde: “Penso che il M5S non debba sostituirsi alla magistratura. Quando si diffondono certe informazioni si influenza l’opinione pubblica – ha sottolineato – e si mette alla gogna non solo colui che si presume abbia commesso il reato ma anche la famiglia e le persone che lo circondano. Non condivido tale metodo“. Ad ottobre 2018, Davide Galantino aveva firmato un’interrogazione parlamentare diretta alla ministra della Difesa Trenta e a quello della Giustizia Bonafede per chiedere l’applicazione della legge sul whistleblowing anche ai militari. A cominciare dai carabinieri testimoni dell’inchiesta sulla morte di Stefano Cucchi. Oggi la presa di posizione sull’arresto di Marcello De Vito. Parole, le sue, che hanno provocato la reazione del Movimento 5 Stelle romano, secondo cui “il deputato Galantino può andare nel Pd, anzi lo invitiamo proprio ad andare nel Pd, o in Forza Italia, insomma in qualsiasi altro posto che non sia il Movimento 5 Stelle”. Nella nota diramata dal M5s si legge: “Sono partiti dove i propri indagati e i propri arrestati vengono protetti, tutelati, a volte persino coperti. Noi siamo un’altra cosa, abbiamo il nostro dna che si fonda su un principio molto chiaro: la questione morale. Se Galantino è contrario a questi principi – conclude la nota – è contrario al Movimento 5 Stelle stesso, quindi può farsi da parte. Per coerenza, visto che è stato eletto con i voti del Movimento 5 Stelle conoscendo prima ancora di candidarsi i nostri valori, si può dimettere. Nessuno se ne risentirà”.