Nei primi due mesi del 2019 i pagamenti degli enti locali per investimenti sono aumentati del 16%, con un +85% per quelli delle Regioni  e un +22% per i Comuni. E’ l’effetto dello sblocco degli avanzi di amministrazione disposto lo scorso anno con il decreto milleproroghe e completato con la manovra, in attuazione di una sentenza della Corte costituzionale secondo cui “l’avanzo di amministrazione rimane nella disponibilità dell’ente che lo realizza” e “non può essere oggetto di prelievo forzoso” attraverso i vincoli del pareggio di bilancio. A calcolare il ritmo della ripresa è Il Sole 24 Ore, partendo dai dati della Ragioneria generale dello Stato.

Nel primo bimestre, scrive il quotidiano di Confindustria, stando ai dati Cresme sono ripartiti anche i bandi di gara. “Il risultato di gennaio-febbraio è sorprendente”, scrive Il Sole ricordando che con la manovra è stato innalzato il tetto sotto il quale non è obbligatorio fare le gare per affidare un appalto. “Non solo non c’è stato l’azzeramento delle gare, ma addirittura un aumento dell’8,6% per quelle di importo fino a 150mila euro”, per cui ora sarebbe possibile la procedura negoziata senza bando, e del 22,8% per quelle da 150mila a 500mila euro“. L’accelerazione potrebbe essere collegata alla crescita delle opere in project financing – quando la realizzazione è affidata a privati compensati con i ricavi derivanti dalla gestione dell’opera – e in concessione.

Intanto nel corso del vertice a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte e le autonomie locali è emerso che il decreto ‘sblocca cantieri’ dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri mercoledì. “Con il decreto legge anticipiamo alcune misure contraddistinte da necessità ed urgenza”, ha detto Conte. “Siamo consapevoli che il codice degli contratti pubblici necessita di un intervento organico di riforma. Ma ciò richiede tempo. Il Mit ha aperto una consultazione pubblica, che ha raccolto 2.000 segnalazioni. Abbiamo adottato un disegno di legge delega per riformare il codice dei contratti pubblici, ma il Paese non può aspettare”.

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