Rapporti ricuciti tra Al Bano e l’Ucraina? L’ambasciatore ucraino a Roma, Yevhen Perelygin, si dice pronto ad incontrare Al Bano, inserito nella lista degli artisti banditi dall’Ucraina perché considerati una minaccia per la sicurezza nazionale. “Accolgo di buon grado l’invito”, ha detto il cantante di Cellino San Marco.

Il motivo dell’incontro? In una nota diramata dall’ambasciatore si legge che l’obiettivo è “spiegare meglio il motivo per cui è pericoloso per gli artisti, soprattutto per quelli molto conosciuti, flirtare con i regimi dittatoriali sanguinari sia che si tratti del Cremlino, della Siria o di altri Paesi. Vorrei fare un tentativo di convincerlo che la tesi propagandistica russa sul ‘ritorno della Crimea nella Russia’ di fatto legittima e incoraggia l’invasione militare russa in Crimea ed in Donbas nonché allontana la pace in Ucraina”. L’ambasciatore sottolinea che i giudizi degli artisti e di altre personalità carismatiche della cultura “influenzano” altre persone e per questo bisognerebbe “approfondire le conoscenze, prima di esprimere il proprio pensiero, sui punti così delicati come l’integrità territoriale, l’inviolabilità delle frontiere e la sovranità degli Stati”.

E Al Bano? “Accolgo di buon grado l’invito dell’ambasciatore ucraino. Spero così, davanti ad un bicchiere di buon vino, di dimostrare che la musica non ha catene o colori politici, non porta sangue ma libertà, non crea catene ma le spezza, giunge dove anche le grida più acute e violente non potranno mai arrivare” dice all’AdnKronos. “Ribadisco e rivendico – aggiunge – il mio essere un uomo di pace, di aver sempre e solo cantato la pace e l’amore, senza aver mai svolto alcun ruolo politico in alcuno dei Paesi del mondo in cui sono stato invitato per i miei concerti”. Il nome dell’artista italiano è nell’elenco aggiornato nei giorni scorsi, pubblicato sul sito del ministero della cultura a Kiev, in risposta a una richiesta dei servizi dell’Sbu, secondo quanto ha riportato il ‘Kiev Post’. Sono 147 gli artisti inseriti in questa lista dal 2015: fra loro, anche il regista russo Nikita Mikhalkov.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Quando la coppia è a rischio: lei juventina, lui interista (o di altra squadra) guardano insieme una partita importante

next
Articolo Successivo

Simona Izzo: “Ho un disturbo bipolare. Antonello Venditti? Mi ha tradito, non lo perdono”

next