“A Milano 250mila persone hanno manifestato contro il razzismo, un razzismo esclusivamente mediatico, ma Sala lo definisce momento spartiacque… ed ha ragione”. Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog, in un post dal titolo “L’Italia divisa sul nulla“. “Chiunque abbia un minimo di buon senso non vede alcun razzismo, ma soltanto un crescente egoismo sociale. Ma allora cosa sta succedendo? Sembra che il paese non voglia confrontarsi con i suoi ‘veri fantasmi'”.

Dopo il corteo “People – prima le persone“, che ha invaso il centro del capoluogo lombardo, il fondatore del Movimento 5 stelle critica la lettura data dagli organizzatori. Beppe Sala in primis. Per il sindaco di Milano, infatti, a scendere in piazza è stato “un altro modello di società”. Non la pensa così il comico genovese, secondo cui i “veri fantasmi” sono altri. “Se fosse una manifestazione contro l’egoismo, contro il mors tua vita mea, ne sarei felice – scrive nel post -. Ancora di più, se fosse una manifestazione contro la mafiosità, i favori e le caste… ma stiamo soltanto sognando”. “Il paese sceglie falsi problemi – ha proseguito Grillo -: piuttosto che decidere di sostenere i suoi milioni di poveri preferisce disquisire di miliardi per bucare una montagna ed altre questioni che non esistono”. “Piuttosto che cacciare i mafiosi della politica – conclude – offre a quella stessa vecchia politica alibi per rifarsi l’ennesimo lifting. Terreno di coltura ideale per i frou frou piddini e berlusconiani: cabaret invece che lotta. Persi nelle nebbie delle primarie si ritrovano nel ‘vuoto nulla impannocchiato in fronzoli'”.

Parole a cui ha replicato il sindaco di Milano Giuseppe Sala: “Da Beppe a Beppe. Caro Grillo, tu che hai fatto capire a tanti cos’è la partecipazione, dovresti sapere che quando centinaia di migliaia di persone vanno in piazza per farsi ascoltare vanno rispettate“, ha scritto su Facebook. “Mi spiace che tu, il fondatore della principale forza di Governo, liquidi questa realtà con sprezzo – ha aggiunto Sala rivolgendosi al garante del M5S – . Forse non ti piace quello che hai visto perché la gente di Milano non ha detto nessun vaffa? Ti chiedo solo una cosa (se posso permettermi di chiederti alcunché). Prova ad approfondire il senso di ieri. Liquidare la marcia come una manifestazione contro il razzismo è limitativo. Lì c’era molto di più. C’era la Milano dei diritti, ma anche dei doveri. C’era l’urlo di una città che non ci sta a credere in una sola verità e nella semplificazione di una certa visione di società. C’era, soprattutto, l’orgoglio di una città che manifesta, ma al contempo realizza. Solidarietà e sviluppo, legate a filo doppio e interdipendenti. Pensaci. Se vuoi io sono qui e sarei contento di confrontarmi con te su questi temi”.