Mal, il primo ciuffo ribelle della canzonetta, compie 75 anni. L’anno scorso ha festeggiato i 50 anni di una carriera costellata di alti e qualche scivolone. Bellezza un po’ da Ridge di Beautiful (e intendo la madre di tutte le telenovelas) e un po’ da fotoromanzo. Piaceva da pazzi alla mia cameriera Rosaria, ascoltava con aria sognante Parlami d’amore Mariù, che con quel suo accento arrotondato british la rendeva più irresistibilmente sexy.

La ricordo con l’orecchio appiccicato a una radio gracchiante, rossa a forma di parallelepipedo pieghevole, sarebbe poi diventata un oggetto cult di modernariato. Un po’ come le canzoni del beatles nostrano. Una volta beccai Rosaria che si era ritagliata tutte le foto e le aveva incollate di nascosto alla parete della sua cameretta. Il tempo, qualche volta galantuomo, o ti rottama o ti ritaglia un pezzetto di storia. C’è un successo che si fonda sul merito e uno sulla fortuna. Il primo dura di più, il secondo costa di meno, dice lo scrittore e aforista Roberto Gervaso. Il suo colpo di fortuna lo ha quando in un pub londinese di Soho incontra Gianni Boncompagni, in veste di talent scount. Corre l’anno 1965 e porta lui e la sua band I Primitives al Piper di Roma, locale di tendenza dove già si esibiva una giovanissima e trasgressiva Patty Pravo.

Cantante gallese, all’anagrafe si chiama Paul Bradley Couling, troppo lungo, sceglie di chiamarsi Mal, nome corto e d’impatto. Canta I tuoi occhi sono fari abbaglianti e io ci sono davanti… oh yeah ed entra nell’immaginario collettivo/erotico femminile, con quella sua giacca rossa, camicia bianca con collo appuntito e pantaloni attillati a zampa, sembra un beat boy più figaccione. Ma Boncompagni visto la “bonaggine” del tipo decide di puntare su di lui come solista. E fa bene, Mal va a Sanremo, miagolando Tu sei bella come sei. E le ragazzine vanno in delirio. Poi fa un po’ di cinema e posa per i fotoromanzi. Non si risparmia nulla. Nel 1977 ottiene un successo ancora più grande (un milione e mezzo di dischi venduti) con Furia, sigla dell’omonima serie televisiva il Cavallo del West. Motivato orecchiabile che tutti noi abbiamo canticchiato. Seguono altre sigle per il mercato adolescenziale legate a trasmissioni a cui Mal prende parte: tra queste il sequel Furia soldato e Mackintosh, sigla della trasmissione per ragazzi Il Dirigibile conduce lo stesso Mal.

Ma negli anni del declino Mal dirà: “Furia mi ha rovinato la vita!” perché non riuscirà più a scrollarsi di dosso l’etichetta di cantante per bambini. Poi ci ripensa, di Furia farà una parodia punk e nel 2017 pubblica il nuovo singolo in formato digitale, Benjamin (il nipote di Furia). Perché la cosa più difficile del successo è che devi continuare ad avere successo. Intanto una partecipazione ai reality show non si nega a nessuno, soprattutto a personaggi desiderosi di rispolvero. Va alla Fattoria, in onda su Canale 5, e si piazza secondo. Continua a fare concerti e in un’intervista si mette a nudo: “Amo stare sul palco e mi piace girare l’Italia nonostante non sia più un ragazzino”. Non dimenticarti di me, uno dei suoi primissimi successi da hit parade sembra racchiudere la sua costante di vita: il successo logora chi non ce l’ha più.

No, non ci siamo dimenticati di Mal (e come potremmo!) e spegniamo con “furia” le sue prime 75 candeline. Non tutti i Mal vengono per nuocere.

Instagram: januaria_piromallo

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