I video in cui, con la scusa di un selfie, “beffavano” il ministro degli Interni Matteo Salvini sono diventati virali in Rete, così Valerio Obino e “Imen_90s” (dal suo nickname su Instagram), i giovanissimi protagonisti dei filmati, hanno deciso di raccontare cosa c’è dietro quel gesto che li ha resi celebri. “Avevo deciso di dirgli queste cose, mi ero ripromesso che gli avrei dato il mio parere, il mio pensiero”, ha spiegato a Un Giorno da Pecora su Rai Radio1 Valerio Obino, il 15enne sardo che a Ozieri (Sassari) ha detto a Salvini: “Più accoglienza e più 49 milioni“. “Siamo usciti un’ora prima da scuola e siamo andati al comizio di Salvini, che stava finendo di parlare – ha raccontato -. Quando ha dato il via al momento dei selfie, insieme a due miei compagni, ci siamo messi in fila e abbiamo atteso il nostro turno”.

Poi, “quando ero con Salvini per prima cosa ho attivato la modalità video-selfie sul cellulare”. La sua però, non voleva essere una provocazione: “L’ho detto per stimolarlo ad un confronto e per capire la sua possibile risposta” ma Salvini “sembrava che non avesse realizzato bene cosa stesse succedendo e cosa gli avevo appena detto. Poi è rimasto e ha continuato a fare selfie”. Così lui ha “mandato quel video ai miei cari, poi tra amici è stato diffuso ed è un po’ sfuggito di mano. Mi sono arrivati molti commenti a favore ma anche contro”. Obino ha concluso poi spiegando di non simpatizzare per nessun partito: “Mi piacciono i temi sociali e i temi attuali mentre non mi piacciono le politiche anti immigrazione“.

Dello stesso avviso è anche “Imen_90s”, la ragazza di 19 anni originaria del Marocco ma residente in Sardegna, che alla fine di un altro comizio ha avvicinato il vicepremier per un selfie e poi lo ha definito “una merda letale“. “Capisco che lui non sia un campione di educazione e capisco che ciò non significhi poter fare lo stesso”, ha spiegato nelle sue storie su Instagram dove ha pubblicato anche i video-selfie con Salvini.

“Credo anche che, se mi fossi rivolta nella stessa maniera ad una persona qualsiasi tutto sarebbe stato lecito e inosservato – aggiunto -. Capisco l’età del sottoscritto rispetto alla mia e ‘capisco’ perché solo per ciò avrei dovuto portargli rispetto, ma finché non mi insegnerà qualcosa l’età è solo un numero, a differenza di mio padre che, ingenuamente (innocentemente), mi dice: ‘Noi dobbiamo comunque rispettare la politica del posto, negativa o positiva che sia, bisogna essere civili anche con l’incivile’. Capisco sia il ministro degli Interni, capisco la figura che ricopre, ma ho un po’ di confusione nel vedere l’Italia che annega nei problemi mentre l’egregio commenta Gattuso o Mahmood a Sanremo“, ha concluso la giovane.

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