Proprio nel momento in cui vengono meno le certezze sul trattamento per gli expat nel Regno Unito e l’Italia s’interroga sul futuro dei propri concittadini dopo la Brexit, si fa strada il baluardo più potente a cui si aggrappano i nostalgici del Bel Paese che si trovano a Londra: la cucina. E quale rievocazione è conciliante quanto l’immagine della mamma che spadella ai fornelli e fa sentire come a casa? Se poi quelle sapienti mani ogni mese regalano le perle gastronomiche di ciascuna regione italiana è tombola.

È questo il caso del ristorante “La mia mamma”, situato in zona Chelsea, che regala ai propri clienti piatti tipici della tradizione regionale italiana, a rotazione ogni 30 giorni, attingendo a tutte le biodiversità del nostro territorio. Lo fa affidando il proprio menù ogni volta a una “mamma” diversa, che sappia infondere lo spirito della tradizione nelle suggestioni culinarie legate alla zona geografica che ognuna di loro si porta dietro.

Così si sprigiona quell’alchimia spiegabilissima alle papille gustative, ma di origine subliminale ed extrasensoriale per mente e cuore, che riporta a sensazioni, ricordi, profumi e sapori che sanno semplicemente di casa. Tutto parte dalle materie prime, che sono rigorosamente importate dall’Italia, per essere utilizzate in ricette rustiche attraverso un impiattamento accattivante e contemporaneo, direttamente in tegami monoporzione.

Tutto è nato da un’idea di due giovani imprenditori, Peppe Corsaro e Corrado Mozzillo, che  hanno voluto ricreare a Londra i sapori di casa ,accogliendo i clienti un po’ come “figli”, di una cultura, cucina e tradizione che non va mai tradita. Per fare ciò hanno selezionato alcune mamme che, aderendo al progetto, si sono messe alla prova per misurarsi con un pubblico più “nutrito” rispetto a quello che potrebbe popolare il comune tavolo del focolare domestico.

Donne emigrate, altre che si affacciano all’estero avvicinandosi per una breve parentesi ai figli che cercano la propria strada nella capitale londinese, altre ancora che si vogliono cimentare in una nuova esperienza, saggiando le proprie capacità ai fornelli. Le eccellenze della tradizione gastronomica italiana non devono avere latitudini: per cui è partito persino un tam tam su Facebook per candidarsi a far parte di questo esperimento culinario.

Sulla mamma non si discute, e sul cibo neanche. Su questo gioca il locale,  due paradigmi imprescindibili che trovano compimento in un ambiente semplice, accogliente, gioviale e condito da pochi elementi chiave. Dal Piemonte alla Sicilia, una carrellata di ricette che si alternano mensilmente per non scontentare nessuno e (ri)conquistare palati nostrani ed esteri, opportunamente stimolati tra inconsapevole nostalgia e spontanea affezione. Operazione amarcord che promette fuoco e fiamme Oltremanica, visto che ha già suscitato discreta curiosità e conseguente incremento nelle prenotazioni.

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