“Ascolto la playlist di Spotify e partono le canzoni di Fedez, perché?”. “Ogni canzone che seleziono si interrompe per far partire l’album di Fedez”. E ancora: “È Spotify che non funziona o capita solo a me che ti obblighi ad ascoltare Fedez?”. “A me questa mattina qualsiasi canzone cliccassi dopo 3 sec in automatico mi partiva il disco di Fedez!”. Questi sono solo alcuni dei post apparsi nelle ultime ore su Twitter dove, immettendo le parole chiave “Fedez Spotify” nella barra di ricerca, compaiono molte segnalazioni di persone che denunciano delle irregolarità sul loro account Spotify. In particolare, raccontano che, mentre cercano di ascoltare le loro playlist sulla piattaforma di streaming, ad un certo punto la musica si interrompe e partono “inspiegabilmente” brani del nuovo album di Fedez, Paranoia Airlines. Tra questi, soprattutto “Tvtb”, il singolo con la Dark Polo Gang.

Molti utenti su Twitter si sono chiesti cosa stesse succedendo, poi l’account Poptopoi ha chiesto ai suoi follower se fosse successo anche a loro: “Leggo di gente che si è ritrovata ascolti di Fedez nella cronologia Spotify anche senza averlo ascoltato (una delle prove è last fm). Possibile? Vi risulta?”.

Dall’attacco hacker al “sabotaggio” delle classifiche, sono tante le ipotesi fatte dagli utenti di Twitter. “Abbiamo in essere solamente un’impattante campagna di advertising su Spotify, eventuali anomalie vengono verificate e nel caso rilevate dalla stessa Spotify”, ha spiegato l’ufficio stampa di Fedez. Ed è lo stesso staff a far notare come alcuni degli account che rilanciano la polemica risultassero inattivi da mesi o anni. Ovviamente però, un conto sono gli annunci pubblicitari di 15-20 secondi che partono random alla fine di una canzone agli utenti non premium, un altro invece se capita l’inserimento di brani del rapper in playlist personali che non prevedono sue canzoni: per questo motivo abbiamo contattato Spotify. “Consideriamo molto seriamente le problematiche legate alla manipolazione artificiale del numero di streaming sulla nostra piattaforma – ha fatto sapere l’ufficio stampa -. Abbiamo in essere diverse misure di controllo che monitorano il consumo di musica sul servizio, per individuare, esaminare e far fronte a tali attività. Continuiamo ad investire molto per perfezionare i nostri processi, migliorare i metodi di rilevamento e rimozione e ridurre l’impatto che eventuali attività illecite hanno sui legittimi creatori di contenuti, sui titolari dei diritti e sui nostri utenti”.

Sulla vicenda è intervenuto poi anche il diretto interessato, Fedez, che sulle sue Instagram Stories ha commentato così: “Ovviamente oggi uscendo la classifica qualcuno ha addirittura insinuato che io mi sia comprato gli streaming su Spotify. E non mi stupirei se la cosa fosse partita da qualche discografico – manager della concorrenza (che tristezza)”.” Tutto questo perché probabilmente questo album sarà il mio miglior risultato di vendite nella prima settimana e anche senza i cazzo di streaming Spotify avrei venduto più di molti altri artisti (che non hanno tardato a farsi sentire). Quindi per tutta la settimana hanno cercato di inventarsi qualcosa per rovinare questo momento”. Il riferimento è ad alcuni suoi colleghi rapper come Ghali, Guè Pequeno e Salmo che nei giorni scorsi lo avevano duramente attaccato.

Effettivamente fino a ieri, il singolo “TVTB” di Fedez con la Dark Polo Gang era al primo posto nella classifica Top 50 – Italia di Spotify. Questo fino a ieri appunto, perché oggi, all’indomani delle polemiche, è precipitato in 17esima posizione, lasciando il podio a Gang Shit di Capo Plaza e DPG. “Fortunatamente in Italia esistono enti come la Fimi che certifica i dati di vendita e nonostante le indagini fortemente volute dalle case discografiche concorrenti non hanno trovato nulla di irregolare”, ha aggiunto Fedez nelle sue stories. “Non riuscirete a rovinarmi questo momento”.

Siamo ancora in attesa di un riscontro da Spotify e aggiorneremo l’articolo con i loro eventuali contributi.

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