Non solo quota 100. Il decretone su reddito di cittadinanza e pensione con almeno 62 anni di età e 38 di contributi prevede anche il rinnovo di due possibilità di uscita dal lavoro che senza proroga non sarebbero più state accessibili: opzione donna e ape sociale. In più vengono ridotti retroattivamente i requisiti contributivi per la pensione, appena aumentati di cinque mesi.

La proroga di opzione donna si applica alle lavoratrici che hanno maturato, entro il 31 dicembre 2018, un’anzianità contributiva minima di 35 anni e un’età anagrafica minima di 58 anni, se dipendenti, e 59 anni, se autonome. Potranno accedere alla pensione anticipata, calcolata però interamente con il sistema contributivo e quindi con una penalizzazione rispetto al calcolo con il metodo retributivo o misto. Il decremento viene stimato fra il 20% e il 40%. Solo in alcuni casi, quando le retribuzioni sono state molto alte e costanti nel tempo, il metodo contributivo risulta più conveniente rispetto a quello retributivo.

Viene poi prolungata fino a dicembre 2019 la possibilità di accedere all’ape sociale, l’indennità introdotta dal governo Gentiloni che consente di andare in pensione anticipata senza penalizzazioni a soggetti in condizioni di disagio (disoccupati che abbiano esaurito la disoccupazione da almeno tre mesi, invalidi civili con almeno il 74% di invalidità, dipendenti che negli ultimi sette anni abbiano svolto per almeno 6 anni un lavoro gravoso). E’ necessario avere almeno 63 anni di età e 30 di anzianità contributiva, che salgono a 36 anni in caso di attività usuranti, difficoltose o rischiose. C’è un bonus di un anno per ogni figlio, fino a un massimo di due anni, per le lavoratrici donne. Da oggi possono presentare domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso tutti i soggetti che matureranno i requisiti nel corso del 2019.

L’articolo 15 riduce retroattivamente l’anzianità contributiva necessaria per accedere al pensionamento anticipato, riportandola a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Inoltre al requisito non si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita previsti dalla riforma Fornero del 2011. Gli adeguamenti a speranza di vita, salvo ulteriori modifiche, saranno riattivati a partire dal 2027. Analogamente alla pensione anticipata, anche quella speciale per lavoratori precoci non vedrà applicati gli adeguamenti a speranza di vita dal 2019 al 2026, lasciando inalterato il requisito contributivo di 41 anni per uomini e donne. Viene, inoltre, prevista una finestra di differimento mobile di 3 mesi dalla maturazione dei requisiti prima della decorrenza della pensione.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Incidenti sul lavoro, Inail: “L’anno scorso 1.133 denunce di infortuni mortali, in aumento del 10%”

prev
Articolo Successivo

Trentino, bloccati nelle scuole corsi sulle pari opportunità. A rimetterci sono ancora le donne

next