Con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook, il fumettista Milo Manara ha voluto prendere le distanze da Adrian, lo show di Adriano Celentano in onda questa sera su Canale 5 con la terza puntata, chiarendo i dettagli del suo coinvolgimento per quanto riguarda la parte della serie tv animata e sostenendo di aver sollevato fin dall’inizio le sue perplessità sull’utilizzo dei suoi disegni. Già prima della messa in onda, il programma era stato accompagnato dalle polemiche per il volume troppo alto a cui veniva trasmesso lo spot pubblicitario poi all’esordio con le prime due puntate era stato il pubblico a bocciarlo. Lo show evento di Adriano Celentano è stato infatti un flop dal punto di vista degli ascolti e dalla prima alla seconda puntata ha perso circa due milioni di spettatori, pari al 6% di share. 

“In merito alle inesattezze che, da diversi giorni, stanno circolando a seguito della messa in onda della serie Adrian, per la quale sento parlare di ‘disegni di Milo Manara’ o addirittura di ‘graphic novel di Milo Manara’, credo di dover fare alcune precisazioni – scrive il fumettista -. Nel lontano 2009 accettai di partecipare al progetto di serie animata, con lo specifico ruolo di Character Designer, in compagnia di autori del calibro di Nicola Piovani, Vincenzo Cerami, Enzo D’Alò, oltre ovviamente ad Adriano Celentano. Per quell’incarico ho realizzato, quindi, una serie di studi di personaggi, di sfondi e di ambientazioni, insieme ad alcuni storyboard delle principali scene della serie”.

Manara sostiene che i disegni che fanno da sfondo alla serie Adrian non sarebbero dovuti essere impiegati nell’animazione vera e propria: “Come sanno tutti quelli che si occupano di cinema di animazione, questi disegni sarebbero dovuti essere utilizzati come riferimento per la realizzazione delle animazioni vere e proprie. Una volta consegnati i disegni, dunque, non mi sono occupato, in nessuna fase della lunga e travagliata produzione, della realizzazione delle animazioni, essendo io un disegnatore e non un animatore. Mi rendo conto che il fatto che alcuni disegni dei miei storyboard siano stati inseriti anche nell’animazione finale, nonostante non fossero stati realizzati per questo scopo, abbia creato ulteriore confusione. Purtroppo la decisione di utilizzarli non è stata mia, e a suo tempo non ho potuto che far presente la mia forte perplessità in merito”.

Conclude, quindi, spiegando perché la sua precisazione arriva solo ora: “Sono di ritorno dal Festival di Angoulême, dove sono stati celebrati i 50 anni della mia carriera, con l’omaggio di una bella e grande mostra che mi ha impegnato molto, ed ora sono in viaggio in Francia. Tuttavia, per la stima verso i tanti artisti italiani coinvolti e verso i miei lettori, ci tenevo a cercare di fare un po’ di chiarezza in merito a una produzione di cui, mentre ero all’estero, in Italia si è molto parlato, forse, senza la dovuta informazione sul mio coinvolgimento”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Rosita Celentano contro Paola Perego per le mucche in trasmissione: “Povere bestie! Usate, umiliate, abusate!”

prev
Articolo Successivo

Adrian, Adriano Celentano: “Confesso di aver sabotato coscientemente l’audience di Canale 5”

next