Continuano le polemiche politiche perC’è Grillo”, il programma che andrà in onda lunedì sera su Rai2 dedicato ai 40 anni di attività del comico genovese Beppe Grillo. Un “revaival“, come è stato definito, che si inserisce nel format ideato dal direttore della rete Carlo Freccero e che ripropone una sorta di “best of” della carriera di Grillo. Dopo la polemica politica per la decisione della seconda rete Rai di dedicare una puntata a colui che, oltre al passato e al presente da showman, veste anche i panni di fondatore del M5S, a far discutere ora è l’indiscrezione secondo cui il programma costerebbe alla Rai oltre 30mila euro. A quanto apprende l’Adnkronos infatti, la cifra corrisponde ai diritti che viale Mazzini dovrebbe corrispondere alla ‘Marangoni spettacoli’, ovvero all’agente storico di Beppe Grillo, per l’uso di vecchi filmati del comico genovese.

Ad attaccare è il Pd che presenterà un’interrogazione parlamentare. “Chiederò – annuncia il capogruppo dem in commissione Vigilanza, Davide Faraone – un’interrogazione parlamentare e di poter fare un’accesso agli atti per verificare quanto scrivono oggi organi di stampa, in riferimento al presunto compenso che la Rai vorrebbe pagare a Beppe Grillo per la messa in onda della trasmissione ‘C’e’ Grillo’ su Rai 2. Pensare che i soldi del servizio pubblico siano utilizzati per pagare quello che ormai e’ a tutti gli effetti un leader politico mi sembra folle”. “Però – aggiunge il senatore Pd – questa vicenda potrebbe anche essere diversa: potrebbe infatti essere tutto pensato per poter consentire a Beppe Grillo di fare il bel gesto, con una bella dichiarazione in cui rinuncia al compenso”. “Sono cose da Repubblica delle banane. Ricordo a Grillo che 30 mila euro è lo stipendio annuo lordo di un impiegato comunale. Lui lo prende in una botta sola perché è un capo politico. Tria deve spiegare”, sottolinea in una nota il deputato del Pd, Roberto Morassut.

A quanto risulta all’Adnkronos, il contratto non è stato ancora firmato, ma di fatto sarebbe, nero su bianco, sulla scrivania dell’ad Rai Fabrizio Salini. Eppure da Viale Mazzini avevano assicurato che non ci sarebbe stato “nessun contratto e nessun compenso” per Grillo. Per evitare nuove polemiche, ma anche per questioni di opportunità politica, l’unica strada sembrerebbe quella di modificare il contratto con una cessione gratuita dei diritti da parte dell’agente di Grillo.

Sula vicenda è intervenuto anche il Codacons: “Se la Rai pagherà 30mila euro a Beppe Grillo per la messa in onda in prima serata di suoi vecchi sketch sarà inevitabile un esposto del Codacons alla Corte dei Conti per danno erariale”, ha detto l’associazione in una nota.”Invitiamo Carlo Freccero, persona intelligente a cui riconosciamo indubbie qualità a tornare sui suoi passi anche per evitare una situazione di possibile conflitto di interessi – spiega il presidente Carlo Rienzi – Il direttore di rete, infatti, risulterebbe in quota M5S e, in quanto pubblico ufficiale, dovrebbe astenersi da qualsiasi provvedimento teso a favorire anche sotto il profilo economico esponenti del partito che ne ha determinato la nomina. In caso contrario potrebbe verificarsi un abuso e un conflitto di interessi con conseguenti danni erariali per i quali chiameremo la Corte dei Conti ad esprimersi”.

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