Il Csm “assolve” Matteo Salvini per il botta e risposta con il procuratore di Torino Armando Spataro, da fine anno in pensione, perché “non risulta leso l’indipendente esercizio” della funzione giudiziaria. “Le espressioni adoperate dal ministro non appaiono costituire critica all’esercizio della funzione giurisdizionale”, sostiene la Prima Commissione, guidata dal consigliere laico di Forza Italia Alessio Lanzi.

Ma c’è anche una seconda ragione per la quale viene archiviata la richiesta di un intervento del Csm a difesa di Spataro: “L’ampio spazio che avuto il dibattito” sulla vicenda, sia dentro che fuori il Csm, “ha già soddisfatto l’esigenza sottesa all’apertura della pratica a tutela”, visto che ha posto “la necessità che il confronto istituzionale proceda sempre con toni misurati e nel rispetto dell’interlocutore”.

La Commissione, con un provvedimento divenuto definitivo perché sono trascorsi i termini in cui poteva essere impugnato e proposto al vaglio del plenum, ha così deciso che non ci sono spazi per l’apertura di una pratica a tutela di Spataro, che era stata chiesta dai consiglieri togati di Area, il gruppo che rappresenta i magistrati progressisti. Decisione condivisa dallo stesso Spataro che, interpellato dall’Ansa, si è detto “perfettamente d’accordo con la prevedibile archiviazione della pratica”, aggiungendo: “Figuriamoci se una frase di Salvini o di chiunque altro poteva ledere la mia indipendenza o quella di tutti i magistrati italiani”.

La polemica era nata a seguito di un tweet del 4 dicembre scorso con cui il vice premier si era congratulato con la polizia per un’operazione (ancora in corso) contro la mafia nigeriana. Il procuratore aveva reagito lamentando che con il suo intervento il vicepremier avesse messo a rischio l’esito di un intervento ancora in corso. Salvini, accusando il magistrato di aver mosso nei suoi confronti un “attacco politico”, a sua volta aveva definito “inaccettabile” che Spataro lo accusasse di aver danneggiato indagini e compromesso arresti, rincarando la dose: “Qualcuno farebbe meglio a pensare prima di aprire bocca. Se il procuratore capo a Torino è stanco, si ritiri dal lavoro, a Spataro auguro un futuro serenissimo da pensionato”. A quel punto i consiglieri del gruppo di Area avevano chiesto una pratica a tutela di Spataro, ritenendo che il vice premier avesse usato “toni da dileggio” ed “espressioni sgradevoli e delegittimanti” nei confronti del procuratore e del ruolo istituzionale da lui ricoperto. Ma la Commissione è stata di parere opposto e la decisione di archiviare è stata presa all’unanimità.