“Bisognerebbe ripristinare ciò che accadeva prima quando i programmi, in caso di sforamento dell’orario, si sfumavano. Ed era il responsabile di palinsesto a dare l’ordine di andare a nero. È accaduto anche a me, quando conducevo ‘Ultimo minuto’ il sabato sera in prima serata, di venire sfumato”. È da tempo che Maurizio Mannoni, apre la conduzione di Linea Notte, con espliciti rimproveri per il ritardo accumulato dalla collega Bianca Berlinguer con il suo programma Cartabianca così ora, in un’intervista all’Adnkronos, ha lanciato le sue proposte per risolvere la situazione.

“Le regole in televisione ci sono, ma funziona come con i limiti di velocità, sta a noi rispettarlo – osserva Maurizio Mannoni -. Certo, nel caso degli sforamenti in tv, non ci sono multe da pagare, ma immagino che non siano mancati richiami da parte dei dirigenti della Rai ai quali credo stia a cuore che le cose vadano in un certo modo. Io non ne ho la certezza ma voglio sperare che i richiami ci siano stati. Il compito di farli è del direttore di Rai 3 e dei responsabili di palinsesto ma in Rai succede che ognuno è padrone in casa sua – aggiunge Mannoni – e diventa difficile controllare“.
“E poi – entra ancor più nel merito il giornalista – ci sono degli sforamenti che sono comprensibili, perché è accaduto qualcosa, c’è stata una emergenza, ma quando si fanno altri due giri di domande ad ospiti che sono lì da due ore, non se ne comprende la necessità. E sembra esserci, piuttosto, l’intenzione di farlo in modo programmato perché si valuta che possa avere un impatto positivo sullo share. Si può sforare, però, anche per altre ragioni, perché magari non si è capaci di governare una trasmissione o perché i responsabili dei palinsesti calcolano male le durate di vari programmai. A volte accade addirittura con programmi registrati”.

Ma perché all’improvviso è saltata la regola di sfumare un programma che sfora? “Non lo so. Forse prima c’era un’idea di azienda più forte e certe regole andavano rispettate. Può darsi – è l’auspicio di Mannoni – che i nuovi dirigenti ripristino le regole di quando la Rai era la Rai“. Tornando a Linea Notte, Mannoni spiega: “Io faccio un programma che comincia a mezzanotte ed è naturale che lo sforamento si senta in modo più forte: il nostro pubblico ci attende già con le palpebre semichiuse e se lo facciamo a spettare altri minuti, va a letto”. E poi Linea Notte “in fondo è un Tg e che un Tg debba cominciare in perfetto orario è una delle regole auree della tv. Se il Tg3 cominciasse in ritardo,tanto per fare un esempio, si penserebbe a un colpo di Stato! E’ pur vero – ragiona Mannoni – che su di noi pesano i ritardi che si accumulano nel corso di tutta la giornata e magari per recuperarli via via bisognerebbe pensare a qualche soluzione, per esempio quella di eliminare gli spot di rete quando necessario”.

“In ogni caso fa tutto parte di una situazione un po’ decaduta – riflette a voce alta il giornalista – per cui non c’è nessuno che abbia sul prodotto una responsabilità totale e che possa prendere decisioni anche drastiche. Questa almeno è l’apparenza”. Un’ultima considerazione, forse per far riflettere la collega: “Quando Bianca faceva questa trasmissione con me (Linea Notte, ndr) avrebbe detto, parola per parola, quel che ora ho detto io, magari anche con più veemenza”.

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