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Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha riferito in Senato sulla manovra dopo l’accordo raggiunto con la commissione Ue e il passo indietro sul deficit-Pil, tra le proteste delle opposizioni. Tutto mentre spiccavano le assenze di Di Maio e Salvini. Dal Pd a FdI fino a LeU e Forza Italia, i gruppi di opposizione hanno attaccato il governo, ricordano le promesse degli stessi vicepresidenti e ironizzando sulle loro assenze. “Dal ‘non ci muoveremo di un millimetro’ siete finiti a farvi scrivere la manovra da quelli che bollavate come tecnocrati di Bruxelles“, ha rivendicato il senatore dem Alan Ferrari. E c’è anche chi, come il senatore di Fdi Adolfo Urso, azzarda: “Tassando chi produce e dando a chi non lavora, è la prima manovra comunista della storia d’Italia”.