Ogni figlio è piezz e core come si dice a Napoli, e gli italiani, interpretando liberamente questo sentimento, le hanno tentate tutte per saziare l’amore. È così nato il partito dei figli di papà che la gerontocrazia al potere accudiva oltre i meriti e i bisogni. Abbiamo conosciuto ministri e presidenti che si son fatti in quattro, a volte in otto, per offrire ai marmocchi la via breve del successo. Ne è nata per li rami la Repubblica dei cognati, delle mogli, delle fidanzate chiamate a rilevanti uffici pubblici per via della parentela. Le polemiche si sono sprecate e così anche i guai in cui i papà si sono infilati in ragione dell’amore filiale. Adesso che i governanti sono divenuti i figli, e sembrava finalmente risolta almeno la questione della successione per via ereditaria, sono i padri a dare problemi. I quarantenni si sono però portati al governo anche i rispettivi dante causa. E alcuni, come Tiziano Renzi o il babbo di Maria Elena Boschi, si sono così dati da fare da inguaiare letteralmente i marmocchi. Ora è il turno del papà di Luigi Di Maio. Certo, è incomparabile ciò che hanno combinato i primi due e i loro aventi causa, con la questione che ora affligge il terzo della lista. Però un fatto è certo: è nato il partito dei papà. E via con le marachelle della terza età.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Di Maio, il silenzio lo salverà

prev
Articolo Successivo

Il sosia nigeriano di Matteo Salvini

next