La visione classica dell’arte è che sia un settore di nicchia, per pochi esperti e clienti raffinati. Senza voler togliere nulla a questa visione romantica, il mondo dell’arte, specialmente negli ultimi anni, si è fortemente evoluto. Per comprendere come l’arte e il business si muovano a braccetto è necessario fare un passo indietro di molti secoli. L’architettura e la scultura (ad esempio) sono da sempre stati una delle prime forme di arte applicata all’uomo. Da Fidia a tutti gli architetti classici romani l’architettura (sposata con una sapiente ingegneria) sono stati i primi portatori di un concetto che, nei secoli, ha accompagnato l’uomo: la bellezza.

Cosa c’entra la bellezza con il business? Consideriamo la Chiesa durante il medioevo. Era un’epoca oscura, dove gli standard della vita e la democrazia erano di fatto crollati. La Chiesa, nella sua missione di educazione ed elevazione spirituale, aveva necessità di creare una forma di comunicazione semplice e diretta. Una soluzione che permettesse a chiunque di poter assorbire, diremo noi per osmosi, un qualche tipo di elemento culturale che potesse educare sia il povero che il ricco. Un concetto sfidante in un momento della razza umana dove in Europa il tasso di analfabetismo era ai massimi storici. La Chiesa si mosse creando delle soluzioni culturali ed estetiche. Pensiamo all’architettura o alle semplici opere in vetro che rappresentavano la processione di Cristo: la soluzione di allora per educare con le immagini. Grazie alla luce del sole, che filtrava da quei vetri colorati, si creava un effetto di meraviglia e bellezza che il singolo, ricco o povero, poteva assorbire. Grazie a questa fase osmotica si evolveva un senso del bello, una visione che mirava a educare e impressionare lo spettatore, e lo conduceva, dolcemente, sfruttando l’istinto di imitazione, a cercare di “riportare a casa” qualcosa.

Quel qualcosa, in modo rudimentale, si trasformava in un istinto a ricercare il bello, a tentare di imitare quello che lo aveva affascinato. Allo stesso modo l’imposizione estetica era come un vettore virale che penetrava nella coscienza e nell’anima del povero analfabeta e lo intrigava, lo spingeva a comprendere la parola di Dio. Esiste ancora questo percorso? Sì e, cosa più interessante, si può portare nel mondo del business.

“L’arte è qualcosa che permette all’individuo di elevarsi, di staccarsi dalle fatiche mondane per entrare in una sfera olistica che permette di osservare ciò che ci circonda in modo distaccato”. Mi spiega Roberto Boscia, presidente di “Arte in Azienda”, associazione, presto fondazione, che propone l’arte come veicolo per migliorare l’efficienza nelle aziende e del business, in collaborazione con l’Accademia di Brera e la Triennale di Milano. “In verità l’arte ha una serie di poteri spesso trascurati. Pensiamo, per esempio, a tutte quelle persone che possono essere ispirate, nel loro agire quotidiano, da un’opera d’arte. O il semplice potere catartico di un’opera teatrale. Noi abbiamo pensato che questo tragitto in parte emozionale e in parte fisico potesse essere meglio strutturato per supportar una serie di percorsi di evoluzione all’interno delle aziende”.

Oggi, adattare velocemente il pensiero a nuove problematiche e nuove soluzioni è vitale per le aziende, e i loro dipendenti. Reagire in tempi rapidi a problemi che a oggi non sono (potenzialmente) tali e cogliere opportunità che ancora non si pongono ma che si presenteranno, entrambi, inaspettatamente. “Ricordiamo che ogni percorso della vita implica anche un percorso psicologico ed emozionale. Allo stesso modo, per fare un esempio, un’opera di un artista impressionista, figlio di un’epoca di forti cambiamenti, può aiutare il manager a creare un percorso di catarsi, sia emotiva e razionale, che migliora i processi decisionali, la velocità e l’allargamento del pensiero, il trovare soluzioni; tutti aspetti che si sostanziano in pratica nel miglioramento delle performance con un conseguente forte impatto economico sul business. Ovviamente ogni artista ha delle sue funzioni e delle sue utilità. Cerchiamo di creare percorsi emozionali e psicologici diversi a seconda delle esigenze di ogni business. Di qui un percorso ben definito che si avvale di esperti d’arte, curatori, galleristi. Dove al percorso di evoluzione classico si affianca una visione artistica”. Una visione operativa su come arte e business possono integrarsi e migliorare le performance aziendali. Forse tra un ppt e un excel sarebbe ora che spuntasse una Rembrandt?