L’Ambrogino d’Oro verrà conferito anche ad Alberto Fontana, da oltre vent’anni impegnato nel Terzo settore, ma non solo, divenendo nel tempo uno dei punti di riferimento più importanti a Milano nell’ambito dei servizi dedicati alle persone con disabilità, tra le altre cose per la professionalità orientata ai temi della sussidiarietà, sanità, ricerca scientifica e inclusione lavorativa di categorie svantaggiate. Il Comune di Milano quest’anno assegnerà l’autorevole benemerenza ad una persona con Atrofia muscolare spinale (SMA), sposato e padre di tre figli, ora presidente della Fondazione Serena, ente gestore del Centro Clinico Nemo (NeuroMuscular Omnicentre) con sedi a Milano, Arenzano e Roma e dal marzo 2017 anche di Fondazione Aurora che gestisce la sede del Centro Nemo di Messina. “E’ un grandissimo onore ricevere un premio così prestigioso. Milano è la mia città, è il luogo dove sono cresciuto e che mi ha accolto, educandomi negli anni al valore dell’impegno per il bene comune. L’Ambrogino d’Oro racchiude in sé tutto questo percorso e vivo questo riconoscimento con un profondo senso di gratitudine verso la città e a tutte le persone che sono, quotidianamente insieme a me, impegnate socialmente”, dice a Ilfattoquotidiano.it Fontana. Sin da ragazzo è attivo nella difesa dei diritti delle persone con disabilità, riuscendo a coniugare la sua grande forza d’animo, inventiva, lungimiranza e voglia di rendere i disabili i protagonisti consapevoli insieme alle istituzioni locali sia sugli aspetti sociali che quelli inerenti alla ricerca medico-scientifica per sconfiggere le malattie genetiche neuromuscolari. Alberto è stato presidente della Lega per i diritti delle persone con disabilità (LEDHA) dal 2015 al 2018, ora consigliere nazionale dell’organizzazione che si batte, tra le varie cose, per difendere a livello giuridico le famiglie dei disabili in Lombardia. Oggi è presidente di AriSLA, Fondazione italiana di ricerca per la SLA (Sclerosi laterale amiotrofica) ed è membro della Commissione Centrale di Beneficenza e coordinatore della Commissione Servizi alla Persone di Fondazione Cariplo.

“L’assegnazione di un riconoscimento di questo tipo è importante a prescindere dalla mia patologia. Credo tuttavia che il significato dell’Ambrogino d’Oro – aggiunge Fontana – sia anche quello di dare visibilità agli ambiti nei quali la città vuole identificarsi. Per questo sono molto contento di essere “un veicolo” del messaggio positivo che Milano vuole trasferire sui temi a me cari, legati all’inclusione sociale delle persone con disabilità. E’ un ulteriore passo in avanti della comunità verso una consapevolezza sempre più concreta dell’importanza di vivere in una Milano, ad esempio, accessibile e garante dei diritti di tutti”. Alberto lavora full time come direttore di Spazio Aperto, cooperativa sociale che si occupa di inserimento lavorativo di persone con disabilità ma non solo. Dal 2004 al 2013 è stato presidente nazionale dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (UILDM) e oggi segretario nazionale dell’associazione. Partecipa alle strutture direttive di molte organizzazioni di pazienti: è consigliere di Fondazione Telethon, dell’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica (AISLA) ed è stato Consigliere nazionale dell’Associazione Famiglia SMA.

E’ stato anche nel Direttivo nazionale di Cittadinanzattiva fino al 2016. I suoi cavalli di battaglia sono la cura, in primo luogo, e il diritto ad un’assistenza che guardi alla persona e a tutte le sue esigenze funzionali, sociali e psicologiche. “Questo significa per me – spiega il numero uno del Centro Clinico Nemo – continuare ad ascoltare il bisogno che cambia, anche grazie agli sviluppi della ricerca, per fornire le risposte più adeguate. E tutto questo, ne sono convinto, è possibile grazie alla rete generativa delle associazioni di volontariato che lavora con il territorio e le istituzioni per garantire l’inclusione e il rispetto dei diritti per tutti”. Poi Fontana sottolinea che ci sono alcuni aspetti che dovrebbero essere trattati maggiormente e con più attenzione, “penso alla possibilità di mettere in campo nuove forme di assistenza inclusiva, a partire dalla capacità delle istituzioni di leggere l’esperienza della disabilità con nuovi paradigmi. Nuove chiavi di lettura che considerino la persone disabile una risorsa per la società e non un costo e, quindi, portatrice di un progetto di vita per tutta la comunità”. Alberto è anche autore del libro “Le Regole dei motoneuroni. Storie di vita da raccontare”. Fontana riceverà la più rilevante benemerenza civica mercoledì 7 dicembre alle ore 10.30 presso il Teatro Dal Verme del capoluogo lombardo.

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