Siamo all’indignazione degli indignati speciali. Oggetto: Cristina Parodi, conduttrice Rai ha confidato ai microfoni di una trasmissione di Radio 2 il suo giudizio sul successo politico della Lega. Le sue parole non sono state né eccentriche, né fuori misura, né particolarmente originali: secondo lei la Lega si è affermata grazie agli impegni mancati dei governi precedenti, al clima di paura che la crisi economica ha sviluppato, e anche a una buona dose di ignoranza.

Apriti cielo! La Parodi, lavorando in Rai, non godrebbe dei diritti costituzionali di cui il resto dei cittadini fa sfoggio quotidianamente. Deve, in virtù del suo lavoro, tenere la bocca cucita. Altrimenti? Ma chiaro: altrimenti licenziata!

La Lega, nuovo tutor del sentimento collettivo, dell’onore e del disonore individuale, ha chiesto la sua cacciata. Solo grazie alla magnanimità di Matteo Salvini che ha concesso in limine mortis la grazia (“Ma sì, lasciamogliela passare!”) la Parodi è salva.

Ma, si sa, la grazia si concede è una volta sola. Al secondo sbaglio è pronta la roncola.

Così facevano tutti, così si continua a fare.

Non c’è davvero male. Il cambiamento c’è e si vede!

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