Il parcheggio dell’ospedale diventato una scorciatoia, una via di fuga sempre più frequentata tanto da congestionarsi a sua volta e rendere impossibile il passaggio di ambulanze e personale sanitario. Una soluzione “alla romana” istituzionalizzata due anni fa grazie a un protocollo d’intesa ma oggi archiviata dalla direzione commissariale del nosocomio. Così, da giorni il traffico nel quadrante nord della città è letteralmente impazzito, tanto da richiedere l’ausilio delle volanti della Polizia stradale per gestire l’ordine pubblico e la rabbia dei pendolari. Succede a Roma, e più precisamente a ridosso del polo ospedaliero Sant’Andrea, nella zona nord della città, a ridosso del Grande Raccordo Anulare fra le trafficatissime consolari Cassia e Flaminia. “L’Azienda Ospedaliero-universitaria  Sant’Andrea è esasperata. Chiediamo l’intervento del prefetto di Roma affinché si trovi presto una soluzione condivisa che consenta di svolgere con serenità e regolarmente tutte le attività. Abbiamo dovuto scoraggiare quanti incivilmente usano le strade interne dell’ospedale per saltare la fila sulle consolari di accesso alla Capitale”, afferma in una nota il commissario straordinario, Giuseppe Caroli, spiegando che il traffico potrebbe provocare un “problema di ordine pubblico e di interruzione di pubblico servizio dovuto alla impossibilità oggettiva delle ambulanze di giungere in emergenza al Dea”.

Ecco cosa accadeva fino al 2016. La mattina, con le vie Cassia e Flaminia completamente bloccate nelle ore di punta e l’uscita, molti automobilisti provenienti dai comuni a nord di Roma si lanciavano nell’uscita realizzata apposta nel 2006 a servizio del Sant’Andrea: qui, pur di evitare la coda, erano disposti a pagare il “pedaggio” di 1,20 euro per entrare nel parcheggio e uscire dall’altro lato dove li aspettava la ben più scorrevole via di Grottarossa. Tenendo presente che stiamo parlando di uno dei principali ospedali di Roma, frequentato – si calcola – da almeno 3mila persone nello stesso momento, ovvio che quel alzarsi e abbassarsi di sbarre abbia iniziato a creare qualche problema alla viabilità e alle attività della struttura.

Arriviamo così al 9 febbraio 2016, quando il Municipio XV allora guidato dal presidente Daniele Torquati (centrosinistra) ottiene dall’attuale commissario Caroli la firma di un protocollo d’intesa: l’ospedale avrebbe tenuto aperto il parcheggio e la stradina di collegamento con via di Grottarossa nelle ore di punta, mentre il parlamentino si sarebbe impegnato a portare avanti un progetto di realizzazione (sempre in collaborazione con l’ospedale) di una seconda strada, che avrebbe dovuto collegare Grottarossa con l’uscita del Gra. Tutti felici, almeno per un po’. Nel giugno 2016 il Municipio XV cambia colore, viene eletto l’attuale presidente Stefano Simonelli del M5s, che fa le opportune verifiche e dichiara che “il precedente progetto è irricevibile per le strutture tecniche del comune e non risolve il problema”. “Il piano che abbiamo ereditato – dice a ilfattoquotidiano.it – non fa altro che congestionare l’uscita del Gra. Serve un’altra uscita, tale da aumentare le possibilità di accesso alla città e lasciare libero l’ospedale”.

Fatto sta che ora la scorciatoia è chiusa – con l’ausilio della Polizia Stradale – ma la battaglia è più aperta che mai. Il commissario sanitario, Caroli, attacca: “L’ospedale da tempo chiede l’intervento delle istituzioni municipali che tuttavia non hanno trovato una soluzione condivisa, nonostante i diversi tavoli tecnici e il finanziamento stanziato dalla Regione Lazio per una viabilità alternativa che non incida sul regolare servizio assistenziale reso dall’ospedale”. Rigetta qualsiasi “strumentalizzazione” l’attuale minisindaco Simonelli: “Noi stiamo portando avanti i progetti in tutti i tavoli. È nei poteri del commissario chiudere la strada, ci mancherebbe, ma il tema non riguarda quei 100-200 automobilisti che usano la scorciatoia ma le migliaia di persone che si dirigono al Sant’Andrea. Il progetto del mio predecessore era irricevibile”. Chiamato in causa, Torquati ribatte: “Purtroppo non si può chiedere a chi nemmeno si prende le proprie responsabilità di affrontare problemi più complessi. Il risultato ottenuto con la firma del protocollo d’intesa è stato vanificato da mesi di nulla di comune e municipio. I risultati sono code e pericolo per gli automobilisti e mezzi di soccorso dell’ospedale”. “Voglio rivolgere un appello al Comune, al Municipio e all’Anas affinché si possa superare l’inerzia attuale permettendo di realizzare un’opera viaria fondamentale per l’ospedale Sant’Andrea, per l’utenza, i lavoratori ma anche per la viabilità locale”, ha invece detto l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

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