“La Ragioneria generale dello Stato ha un approccio più legato al passato, alle manovre fatte da Monti in poi. Va cambiato l’approccio di alcune figure”. Dopo il ministro dell’Economia Giovanni Tria, nel mirino del governo in cerca di coperture per gli interventi da inserire in legge di Bilancio finisce il dipartimento del Tesoro che vigila sulla spesa pubblica e predispone bilancio di previsione e rendiconto generale dello Stato. Alla cui guida in luglio è stato confermato Daniele Franco, il cui incarico – iniziato nel 2013 – a maggio era stato prorogato dall’esecutivo uscente di Paolo Gentiloni. Stefano Patuanelli, capogruppo M5S al Senato, ai microfoni di Radio anch’io su Rai Radio1 ha spiegato che in vista della manovra serve appunto un approccio diverso.

E alla domanda di Giorgio Zanchini sulla possibilità di “cambiare qualche figura” ha risposto: “In qualche caso potrebbe essere necessario cambiare alcune figure. Non ho un riferimento specifico in questo momento all’interno della Ragioneria dello Stato. Il governo del cambiamento lo si fa anche cambiando la mentalità dell’approccio ai problemi”.

Repubblica, Stampa e Messaggero oggi danno conto della volontà del vicepremier Luigi Di Maio e del premier Giuseppe Conte di sostituire sia i vertici della Ragioneria sia i capi degli uffici a diretta collaborazione del ministro Tria. A partire dal capo di gabinetto Roberto Garofoli, già segretario generale della presidenza del Consiglio con Enrico Letta ed ex braccio destro di Pier Carlo Padoan, visto da Lega e M5S come espressione di vecchi assetti di potere ma riconfermato da Tria.

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