Un israeliano è stato accoltellato e gravemente ferito in un attacco compiuto da un palestinese a Gush Etzion, insediamento in territorio palestinese a pochi chilometri da Betlemme. A riferirlo è la radio statale d’Israele, secondo cui l’assalitore sarebbe poi stato ferito dagli spari di una guardia civile. L’esercito di Tel Aviv sostiene che si tratti di un attentato compiuto da un soggetto che si è mosso autonomamente. Una prospettiva che crea preoccupazione tra gli abitanti delle colonie in Palestina che temono una nuova ondata di attacchi ai danni degli abitanti di origine ebraica.

Il timore è che l’elemento emulazione possa provocare una nuova Intifada dei Coltelli, come fu ribattezzata quella che scoppiata nel 2015, con continui attacchi da parte di palestinesi ai danni di cittadini e membri delle forze di sicurezza israeliane. Quello di domenica non è il primo attacco del 2018. A fine luglio, un uomo aveva aggredito e ferito tre persone nell’insediamento di Geva Binyamin, in Cisgiordania, vicino a Ramallah, prima di essere ucciso dalle guardie di sicurezza che monitorano il perimetro dell’agglomerato di abitazioni.

A marzo, invece, un israeliano è stato ucciso con le stesse modalità, dopo aver subito un agguato nella città vecchia di Gerusalemme. Una morte arrivata appena un paio di giorni dopo quella di due membri dell’esercito israeliano vicino a un altro insediamento della Cisgiordania investiti da un palestinese a bordo di un’auto.

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