Guido Ceronetti sfuggiva ad una definizione unica. Tant’è vero che ora che non è più tra noi gli articolisti parlano di poeta, drammaturgo, scrittore, giornalista, regista, filosofo, latinista, biblista. Questo è il risultato di essere stato un uomo di grande cultura e di grande curiosità. Ma soprattutto, per quanto mi riguarda, lui fu un uomo e un uomo di grande sensibilità.

Dico “per quanto mi riguarda” perché Ceronetti è stato uno dei pochissimi intellettuali italiani capaci di vedere la vera natura di noi umani e la vera natura dello sviluppo, che non è progresso. Era quindi anche (consentitemelo) un ambientalista, non già nel senso che si impegnasse per la tutela dell’ambiente, ma perché denunciava instancabilmente le afflizioni portate dall’uomo alla natura.

In questo senso per me è stato addirittura un maestro di vita. Nei suoi elzeviri io da un lato mi riconoscevo e dall’altro crescevo ancor più nella mia sensibilità. Tant’è che volli fare la sua conoscenza e gli scrissi. Incredibilmente (ma in realtà in consonanza con l’umiltà del suo personaggio) mi rispose inviandomi una cartolina in cui mi ringraziava e mi donava una sorta di poesia che giocava sul mio cognome. Dopo mi inviò altre cartoline dall’Italia. Le ho conservate da qualche parte, le andrò a cercare.

Ma Ceronetti era anche un esempio per tutti di come si dovrebbe vivere sulla Terra: non mise al mondo figli, visse di poco, sempre in piccole case, spostandosi a piedi, seguendo una dieta rigorosamente vegetariana, condannando la globalizzazione. “Uscire dalla città, a piedi, è faticosissimo. T’investe la lava bollente del brutto, del rumore, strade sopra strade, tremendi ponti di ferro, treni, camion, Tir, corsie con sbarramenti, impraticabili autostrade, un vero teatro di guerra.”

Devo ammettere che non sapevo avesse fruito della Legge Bacchelli, che è notoriamente rivolta alle persone che versano in condizioni di difficoltà economica. Da un lato, mi viene da pensare che questo sia consono con il personaggio, che non ha mai sfruttato a fini economici la sua notorietà. Dall’altro, mi viene invece da pensare a quegli ex deputati che ora faranno ricorso contro il taglio dei vitalizi. Ma mi viene anche e soprattutto da pensare a Sciascia, che divideva gli uomini nelle ben note cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i pigliainculo e i quaquaraquà. Ceronetti faceva parte della prima. E lui rimarrà nella storia. Ma non diciamoglielo, perché non gli farebbe piacere!

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