Rwanda, 6 Aprile 1994: la piccola repubblica africana viene sconvolta da uno dei genocidi più veloci e sistematici della storia: un milione di morti in 100 giorni soltanto. Augustin è Hutu e deve uccidere. Cecile è Tutsi e deve morire, eppure qualcosa darà loro la forza di fare la cosa giusta e di compiere un gesto di indimenticabile coraggio.

Il film Rwanda (in prima assoluta il 1 settembre al Festival di Venezia) racconta una storia vera, ambientata durante il tragico genocidio della popolazione Tutsi nella primavera del 1994. Una vicenda spesso sconosciuta, che il film si prefigge di analizzare attraverso gli occhi dei suoi protagonisti. Rwanda non solo narra una vicenda che parla al nostro presente, ma lo fa attraverso meccanismi produttivi nuovi. Il set infatti diviene fucina, laboratorio di integrazione e cooperazione: oltre 480 uomini e donne provenienti da 24 paesi dell’Africa Centrale chiamati a interpretare una pagina del loro stesso passato. Insieme a loro numerosi cittadini ruandesi nel ruolo che fu loro durante i drammatici eventi di quella primavera di sangue che scosse il paese africano nel 1994

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Michelangelo, quando lo spettacolo del cinema incontra l’emozione dell’arte. Al cinema dal 27 settembre

next
Articolo Successivo

Festival di Venezia 2018, Tilda Swinton: “Io e Luca Guadagnino posseduti da Suspiria”

next