Viviamo in un periodo in cui il nome freak (fenomeno) viene rifiutato da tutti quegli umani fisiologicamente deviati ai quali è stato applicato per tradizione: giganti, nani, fratelli siamesi, ermafroditi, donne cannone e scheletri viventi. Lo considerano un marchio infamante, un ricordo della loro lunga emarginazione e del loro sfruttamento da parte di altri umani, che dando loro questo nome hanno anche definito se stessi come “normali”.

Freaks. Miti e immagini dell’Io segreto di Leslie Fiedler (traduzione di Ettore Capriolo, prefazione di Vittorio Giacopini; Il Saggiatore) seppur sia stato scritto nel 1977 e pubblicato per la prima volta nel 1978 è un testo attualissimo nel rivedere la nostra concezione del diverso. Un libro potentissimo, scritto senza pretesa accademica ma con una conoscenza immensa dell’argomento descritto, Freaks è un viaggio tra mitologie e miti antichi e contemporanei.

Il mio approccio con Fiedler, probabilmente uno dei più importanti critici culturali del Novecento, è stato all’università, grazie al professor Franco La Polla che mi consigliò di leggere Amore e morte nel romanzo americano (Longanesi, 1990), testo che ho amato e che rappresenta per me, tutt’oggi, la mappa per comprendere le scelte culturali e sociali di moltissimi autori statunitensi. In Freaks ho ritrovato la capacità di approfondire le diversità e le particolarità umane occidentali grazie a esempi azzeccati e dosati perfettamente nell’economia del testo.

Nani reali e i giganti delle fiabe, gli hobbit di J. R. R. Tolkien, il Gargantua di François Rabelais, le favole mostruose degli indiani del Nordamerica, il ragazzo capra di John Barth, il ragazzo alligatore, l’Elephant man reale, baracconi da circo, fino ad arrivare agli anni Cinquanta del Novecento, quando l’equilibrio tra ripugnanza e attrazione crolla a vantaggio della seconda. Herbert Marcuse e Wilhelm Reich chiavi di svolta per comprendere la fascinazione del rock’n’roll e i fumetti dell’orrore, divenuti in meno di un decennio fumetti underground o head, accompagnati da suoni lisergici e dalla rivendicazione dei giovani a essere freak sballati, che usano anfetamine e Lsd, contrapposti alla legge e all’ordine.

Quello di Leslie Fiedler è un lungo, inquietante e avvincente percorso nei meandri nascosti della nostra cultura, una cultura istituzionale capace di trasformare gli antagonisti emarginati in supereroi per chi è destinato a essere contro. Un testo che ci aiuta a comprendere come possiamo fare per superare le contraddizioni dell’apparenza. Un libro contro le mostruosità banali di chi sta dalla parte della ragione senza porsi domande.