Quello che è accaduto a Blyth, piccola cittadina inglese, sembra la trama di una serie tv: quattro giovani amici di infanzia sono morti suicidi a meno di un mese l’uno dall’altro. A legare le loro vite non solo l’affetto reciproco, ma anche la depressione, che li ha impedito di affrontare il dolore della perdita, “tutti risucchiati nel nulla da un male oscuro dell’anima”, ha spiegato la fidanzata di uno di loro.

Tutto è iniziato con la morte di Sophie Gradon, modella 32enne ex Miss Gran Bretagna e star del programma tv Love Island. Il suo corpo era stato ritrovato senza vita nella casa dei genitori a Ponteland, a pochi chilometri da Newcastle. Venti giorni dopo, la stessa sorte era toccata al fidanzato, il 25enne Aaron Armstrong. Era stato proprio lui a trovare il corpo della compagna  e non riusciva a darsi pace, tanto da scrivere su Facebook: “Ci rivedremo molto presto, angelo mio”.

Ora si è scoperto che anche due fratelli, Darryll e Dylan Smith, 27 e 22 anni, amici d’infanzia di Sophie e Aaron si sono tolti la vita, impiccandosi. Anzi, sarebbe stata proprio la morte di Darryl, avvenuta il 13 giugno scorso, una settimana prima della morte della giovane modella, ad innescare la spirale di suicidi nel gruppo. Infine Dylan, che ritrovato senza vita domenica scorsa, pochi giorni dopo il funerale del fratello, dove aveva ricordato che lui era il suo “migliore amico e padre”.

I quattro amici erano cresciuti insieme nella cittadina di Blyth e, negli anni, erano rimasti molto legati: Aaron e Sophie avevano appena annunciato di volersi sposare, e i fratelli Darryll e Dylan, che tutti descrivono come simpatici e solari, avevano tanti progetti per il futuro. Non era però solo l’amicizia a legarli, ma anche la depressione. Un “mal di vivere” da cui nessuno di loro era riuscito a liberarsi, come ha raccontato al Daily Mail il padre dei due fratelli, Billy Smith. “È come se ci fosse un’epidemia tra i giovani che combattono segretamente contro i problemi di salute mentale – ha detto – Erano tutti e quattro amici, erano cresciuti insieme qui a Blyth, si conoscevano da una vita: tutti estroversi, molto simili tra loro, ma soffrivano tutti di depressione. Le loro morti non sono casuali, c’è un’epidemia di salute mentale tra i giovani: bisogna occuparsene”.

Sophie aveva sofferto in passato di problemi psicologici e lottava ancora contro la depressione, mentre il fidanzato Aaron, che aveva già tentato il suicidio quattro anni fa, era in cura da oltre dieci anni. Nella stessa situazione si trovavano Darryl e Dylan. “C’è un problema culturale che porta i ragazzi a non aprirsi, mentre invece avrebbero bisogno di aiuto – ha spiegato ancora Billy Smith – Le scuole dovrebbero dare più insegnamenti sulla salute mentale e i ragazzi stessi dovrebbero essere incoraggiati ad aprirsi. Negli anni ’80 e ’90 a Blyth c’erano grossi problemi di droga, ma a questo riguardo è stato fatto poco o nulla. Oggi mi sento come se in città ci fosse una situazione simile nell’ambito della salute mentale.”

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