Valigie o valige? No, non sto partendo per le vacanze. La domanda mi è nata spontanea quando ho letto il plurale – secondo me errato – in una vignetta del re del terrore. Ho consultato la Treccani e ho imparato che nel secolo scorso si poteva scrivere anche senza la “i”.

Dopo anni, anzi lustri, ho ritrovato una raccolta dei primi numeri di Diabolik e ho incominciato a rileggerlo. Avete presente quando si entra nel trip e finita una storia vorresti subito iniziarne un’altra?

Il primo numero uscì nel 1962 e costava 150 lire. Il formato era quello pocket dei “porno fumetti” e le signore Angela e Luciana Giussani furono geniali e lungimiranti. W le donne dunque, anche perché è vero che in queste storie non c’è nulla di esplicito ma trovo che si facciano spesso riferimenti velatamente erotici. Questi baci passionali che spesso si danno i protagonisti sono quelli che si sognano anche dopo una vita di convivenza.

La lingua non si vede mai, ma le bocche incollate, gli occhi chiusi, la mano di lui che avvolge il collo di lei danno un chiaro e sensuale messaggio. Per non parlare di Ginko che fuma la pipa.

Sempre negli anni 60 – precisamente nel 1965 – fa la sua prima apparizione su “Linus” Valentina Rosselli personaggio di Guido Crepax. Erotismo, lingerie, esibizionismo, feticismo, bondage, libertà, stile. Fonte di ispirazione per me, anche per via di quel caschetto nero che ricordava certo Louise Brooks ma che ho sempre associato a Rosa Fumetto e al Crazy Horse di Parigi.

Nel 1991, a Carnevale, mi feci prestare una vecchia macchina fotografica, affittai una parrucca nera e corta e andai a una festa al mitico Kinki Club, vestita da Valentina. Fu un successone e vinsi anche un premio. Bei tempi da ricordare – sospirone – ma veniamo a oggi.

Qualche mese fa ho avuto il piacere di stringere la mano ad un altro maestro, ovvero Milo Manara che con la sua abilità nel disegnare donne tremendamente sexy e sfrontate, apre negli anni ’80 il filone “Meglio Miele di un film porno”. Scherzo ovviamente ma le sue storie sono bellissime, come le sue donnine, con i vestiti svolazzanti, i glutei alti, le gambe lunghe, il seno piccolo da coppa di champagne e la bocca voluttuosa. Insomma la sottoscritta a vent’anni, per capirci (non scherzo ovviamente).

Non è un caso che qualche anno fa, un’azienda francese che produceva accessori erotici, propose in esclusiva al pubblico una linea limited edition firmata dal grande fumettista: condom, spanker ma soprattutto l’ovetto senza fili con telecomando a distanza che riconduceva al famosissimo racconto “Il Gioco”, pubblicato su Playboy nel 1982. Continuo, ricordando il mio concittadino nonché meraviglioso Roberto Raviola in arte Magnus che con le sue “110 Pillole” ha fatto sognare – ed eccitare – milioni di lettori e mi auguro di lettrici. Così come Druuna, eroina polposa del bravissimo Paolo Eleutieri Serpieri.

Tra le disegnatrici, trovo pazzesca Apollonia Saintclair, la misteriosa e giovane autrice di piccanti tavole che sono un inno al piacere molto esplicito e senza censura.

Così come la bravissima Giovanna Casotto, fumettista della mia generazione, pioniera in un mondo – quello del disegno erotico – che fino a qualche anno fa era di dominio maschile. Le pin up dei suoi fumetti e il suo tratto si ispirano a Jan Saudek e Olivia de Berardinis, che adoro.

Insomma, è vero che leggere libri è importante ma non abbandoniamo il fumetto. Oltre a dare spunti per ravvivare un ménage spento, può essere un’idea per momenti ad alto tasso erotico: leggerli insieme o da soli, sono meglio di PornHub.

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