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Migranti, scontro nel M5s in Sicilia. Forello a Cancelleri: “Basta rincorrere Salvini”. Gelarda: “Vada nel Pd”

Ancora una spaccatura tra i pentastellati sull'isola. Replica del capogruppo in consiglio comunale all'ex aspirante governatore che aveva appoggiato le scelte del ministro dell'Interno, Matteo Salvini, e di quello delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, di chiudere i porti
Migranti, scontro nel M5s in Sicilia. Forello a Cancelleri: “Basta rincorrere Salvini”. Gelarda: “Vada nel Pd”
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Ancora una volta il Movimento 5 stelle si spacca sul fronte dei migranti. La posizione del governo nazionale sostenuto da M5s e Lega crea attrito tra i pentastellati di Sicilia. Lunedì Giancarlo Cancelleri, leader del M5s sull’isola, aveva dichiarato all’agenzia Adnkronos di essere a favore delle scelte del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e di quello delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, di chiudere i porti. All’ex candidato governatore del M5s, però, arriva la replica di Ugo Forello, capogruppo al consiglio comunale di Palermo e già nelle scorse settimane critico con le posizioni dell’esecutivo nazionale. “Caro Giancarlo, non cadere anche tu nel tranello leghista. Il fatto che l’Italia abbia dimostrato di essere capace di grande accoglienza, non legittima oggi a divenire insensibili o spietati con i migranti che si trovano ‘sequestratì in mezzo al Mare Mediterraneo”, scrive Forello in un lungo post su facebook.

Per l’ex aspirante sindaco del capoluogo del M5s “il senso di umanità, che misura il grado di civiltà di un paese, viene sempre prima di tutto e non può essere temporaneamente sospeso con l’obiettivo di costringere l’Europa a far fronte alle proprie responsabilità”. Poi l’attacco esplicito al leader della Lega. “La verità è che di questo clima salviniano non se ne può più – continua- E non si può continuare a rincorrerlo sul suo terreno. Perché le sue non sono banali semplificazioni, ma pericolose mistificazioni che rischiano seriamente di rendere incendiaria la stessa aria che respiriamo”. Forello chiama in causa la “mancanza di un confronto dialettico interno al Governo” che consente al capo del Viminale di sviluppare “imperterrito” la sua azione di governo “dando addosso alle Organizzazioni non governative che operano nel Mediterraneo. Cioè governa attraverso una retorica che individua un semplice capro espiatorio da sacrificare all’altare di un nazionalismo inconcludente”.

Poi il leader del M5s palermitano ricorda la recente archiviazione disposta dai giudici dell’inchiesta sulla ong spagnola Proactiva, con il natante Golfo azzurro, e quella tedesca Sea Watch, con Iuventa, e spiega che la chiusura dei porti è “una scelta al di fuori dei limiti della legalità nazionale e internazionale”. Per il pentastellato Salvini “gioca una partita tutta sua. Frenetico e compulsivo, schiacciato sulla cronaca ora per ora, il linguaggio di Salvini si sta sostanziando in un clima che potrebbe precipitare da un momento all’altro. Di post in post ha costruito un senso comune fazioso, esaltato, che dietro le posticce apparenze del buon senso del padre di famiglia, dietro i vuoti proclami della lotta agli scafisti, si concretizza in una cosa sola: fare la guerra alle ong che soccorrono le persone in mare”.  Invece quello migratorio è non un fenomeno che “può esser reso comprensibile e governabile attraverso una comunicazione superficiale e compulsiva. Nel Mediterraneo in quindici anni sono mortepiù di 34.000 persone. In questi anni gli Stati europei si sono e si stanno dimostrando incapaci di condividere doveri e responsabilità, cosa che invece, nel suo piccolo, ha dimostrato di saper fare la società civile europea, perché di questo parliamo quando parliamo di Ong nel Mediterraneo, e certo non di complici di scafisti e trafficanti”. Al contrario i veri trafficanti di esseri umani “operano impuniti negli stati africani e senza accordi con questi governi si può far veramente poco. Ma trasformare questa oggettiva difficoltà in un’opportunità per additare al grande pubblico un capro espiatorio è veramente meschino”.

La posizione di Forello, insomma, è una replica ai vertici regionali e nazionali del Movimento. Ma ha l’effetto, come già successo in passato, di spaccare lo stesso gruppo del M5s al consiglio comunale di Palermo. “Dopo l’imbarazzante dichiarazione oggi di Forello, che cerca di dettare la linea politica al nostro leader regionale Giancarlo Cancelleri, ma in realtà sembra che si voglia direttamente sostituire a Di Maio, credo che sia chiaro a tutti che il MoVimento 5 Stelle palermitano stia attraversando una fase delicata se non proprio critica. Credo che la misura sia colma e come ho già detto, chi non ha in animo di stare dal Movimento 5 Stelle transiti pure liberamente nel Pd. Non ne sentiremo particolare mancanza”, scrive sempre su facebook il consigliere comunale Igor Gelarda. Che in pratica chiede le dimissioni del suo capogruppo.

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