Una rivisitazione del decreto di adeguamento sulla privacy che deve varare il governo, attraverso la formulazione di osservazioni e condizioni, che prefigurano un parere positivo.

E’ questa la richiesta che nelle Commissioni speciali sugli atti urgenti – ovvero il parlamentino che si è occupato di esaminare il Def e gli altri atti del governo uscente in attesa della formazione del nuovo esecutivo – il Parlamento formulerà al governo, intanto formatosi, attraverso un parere presentato al Senato dal relatore, il pentastellato Gianluca Perilli, ed alla Camera, dalla relatrice leghista Rossana Boldi.

Esecutivo che nel frattempo è cambiato rispetto a quando era stata presentata la contestatissima prima formulazione del decreto ad opera del governo Gentiloni.

La Commissione speciale parlamentare ha lavorato a tappe forzate in queste settimane, come si evince dall’iter dell’atto sul sito del Parlamento, per impulso soprattutto del senatore del M5S Vito Crimi, presidente della Commissione speciale del Senato, che ha disposto audizioni congiunte Camera-Senato, e del relatore del provvedimento, anche lui del Movimento 5 stelle, Gianluca Perilli. Crimi, che nel frattempo ha traslocato in qualità di sottosegretario all’editoria nel governo Conte, ha assunto la partita in prima persona ed ha scadenzato ad un ritmo vertiginoso le riunioni della Commissione svolgendo un ruolo di controllore scrupoloso, come risulta dallo streaming del Senato.

I gruppi di lavoro parlamentari peraltro sono composti da soggetti bipartisan senz’altro di qualità, tra i quali spiccano la deputata del Partito democratico, già vicepresidente del Senato Rosa Maria De Giorgi, docente di informatica giuridica al Cnr, ma anche il magistrato Giacomo Caliendo, che ha formulato calzanti obiezioni al testo, e lo stesso vicecapogruppo del M5s al Senato, Perilli, un giurista molto esperto nel settore delle sanzioni amministrative e nuove tecnologie. Come risulta dal suo curriculum sul sito della regione Lazio, ha discusso una tesi sulla privacy con il mai troppo compianto Stefano Rodotà.

Perilli in particolare ha svolto un ruolo fondamentale nel richiedere (ed ottenere) l’audizione di decine di associazioni, realizzando una vera e propria consultazione pubblica che era stata del tutto ignorata dal governo precedente. Una sorta di prova generale della democrazia diretta e partecipata che, a quanto sembra, il nuovo governo intende introdurre. Tale evidentemente è stata la vis produttiva dei membri della Commissione: gli uffici studi dei due rami del Parlamento, cosa abbastanza inusuale, hanno prodotto ben due dossier a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro.

Il parere frutto del lavoro principalmente del relatore pentastellato è molto articolato, più interessante nella parte motiva che nelle proposte vere e proprie, e si occupa di molte delle osservazioni in merito a che hanno agitato l’opinione pubblica in questi mesi.

Della Commissione fa parte anche il nuovo sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi, presente in Aula durante la discussione finale, già capogruppo M5s in Commissione giustizia, un altro esperto, avendo redatto in qualità di relatore per la stessa Commissione il parere sul decreto di adeguamento alle norme europee sull’uso dei dati del codice di prenotazione (PNR) ai fini di prevenzione, accertamento, indagine e azione penale nei confronti dei reati di terrorismo e dei reati gravi, ed avendo avuto altresì un ruolo centrale, in qualità di parlamentare, nella revisione delle norme sul cyberbullismo nel 2017.

Ora però viene il bello perché a dover dire la parola definitiva entro il 23 agosto è appunto il nuovo governo.

Riusciranno i nostri eroi che si dovranno occupare della faccenda a schivare gli strali dei vari “Dott. Amendola, direttore della gazzetta ufficiale”, il super burocrate di fantasia nato dalla penna del costituzionalista e giurista illuminato Alfonso Celotto (nel frattempo traslocato in qualità di capo di gabinetto al Ministero della salute), che tenteranno di riportare indietro le lancette del decreto alla prima versione con causidici svolazzi?

E riusciranno altresì i nostri eroi a tirare dritto, qualora dovesse succedere, a fronte dei consigli degli esperti altrove suggeriti, ampliando invece la base di decisione del governo, ipotizzando ad esempio la creazione di un tavolo tecnico in grado di portare a compimento in breve termine questa rivoluzione di civiltà del nostro paese?

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