Una paziente insegnante mi racconta che, durante il ricevimento dei genitori dei ragazzi bocciati e rimandati, ha subito delle minacce da parte di una madre che si è messa a urlare perché, secondo lei, non era giusta la valutazione del figlio. Un collega medico ha ricevuto un ceffone da un familiare spazientito perché l’attesa per la risonanza magnetica, da attuare al suo congiunto, si prolungava troppo. Episodi rabbiosi sono sempre stati presenti da che mondo è mondo ma negli ultimi anni appaiono più frequenti e vengono segnalati, dai mezzi di informazione, come diffusi e pervasivi.

Partiamo dall’origine per provare a spiegare, almeno in parte, da dove derivi questo fenomeno. I produttori di beni devono vendere e si affidano ai pubblicitari. Costoro cercano contenitori televisivi che abbiano audience e che facciano apparire il loro messaggio come un piacevole relax. I contenitori televisivi, in particolare i talk show, ricercano personaggi che attirino gli utenti eccitando gli animi. Programmare assieme certe coppie , come la recente Giampiero Mughini-Fabrizio Corona, è una certezza sulla riuscita dell’effetto accapigliamento. Il risultato è positivo per tutti in quanto il talk fa audience e ottiene pubblicità, il messaggio pubblicitario compare dopo la rabbia espressa dai contendenti e viene recepito, a livello inconscio, come un relax rispetto alla tensione generata dalla rissa e, quindi, il prodotto verrà venduto maggiormente.

Il problema che permane nei telespettatori, meno emotivamente equilibrati, è di uno stato di slatentizzazione della rabbia che può facilmente sfociare in episodi di aggressività. Il messaggio subliminare è: ”Se ti fai valere e alzi la voce contro quelli che ritieni essere i potenti di turno otterrai benefici e riconoscimenti. Imita questo o quel personaggio. Vedi come loro siano divenuti famosi e vengano pagati per le loro intemperanze verbali.”.

La pubblicità per cercare di vendere i suoi prodotti ha da decenni capito che occorre solleticare gli istinti primitivi, quelli che un tempo venivano chiamati vizi capitali. Per alcuni decenni la lussuria è stata utilizzata come modalità di veicolazione del messaggio pubblicitario. Glutei nudi, seni che si possono immaginare dietro vestiti succinti e ammiccamenti hanno fatto la fortuna di tanti prodotti.

Ora al sesso ci siamo un poco assuefatti e viene sdoganata l’ira. Il personaggio furioso è il must del momento. Colui che si imbufalisce, non ragiona ma è pronto a strabordare verbalmente alzando i toni è ricercato perché induce nello spettatore una tensione che solo la pubblicità riesce a rilassare. Lo spettatore quando guarda la pubblicità dopo una rissa si rilassa e viene fregato, a livello inconscio, dal messaggio pubblicitario che si pianta nel suo cervello.