“Dopo l’accordo con la sedicente guardia costiera libica le cose sono cambiate” ed “è cresciuta la violenza”. Messe nel mirino dal ministro dell’Interno Matteo Salvini e accusate dalle frasi del pm di Catania Carmelo Zuccaro, le ong rispondono e indicano nell’accordo stipulato dal precedente titolare del Viminale Marco Minniti l’origine del caos nel Mediterraneo di questo ultimo periodo. “C’è stato un cambio radicale: prima c’era l’abc del soccorso in mare e il riferimento era la guardia costiera italiana, adesso bisogna vedere se risponde lei o la guardia costiera libica, che non ha neanche un centro di coordinamento”, ha detto il capomissione di Proactiva Open Arms Riccardo Gatti parlando alla festa di Radio popolare a Milano.

E Medici Senza Frontiere punta il dito contro la gestione europea: “Le navi delle ong sono scese in mare perché dopo Mare Nostrum nel Mediterraneo non c’è più l’Europa“, ha detto la presidente di Msf Italia Claudia Lodesani, in viaggio verso Valencia per accogliere l’arrivo della nave Aquarius, al termine di un’odissea durata nove giorni.

Una visione ben diversa da quella del procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, secondo cui la difficoltà nell’intercettare i trafficanti dipende dall’assenza della Polizia giudiziaria a bordo delle navi. “Questa criminalizzazione delle Ong e le azioni volte fondamentalmente a farci sparire sono andate in crescendo”, ha detto ancora Gatti. Che poi ha risposto anche all’accusa di essere partecipi del traffico dei migranti: “Siamo sempre stati dentro al sistema di salvataggio in mare in cui la guardia costiera italiana aveva un ruolo di coordinamento, quindi accostare il business dei migranti e il traffico dei migranti alle Ong vuol dire accostarlo anche alla guardia costiera e questo è tendenzioso”.

Dallo stesso palco della festa di Radio popolare anche Sea Watch risponde indirettamente al ministro dell’Interno: “In mare bisogna soccorrere chiunque sia in difficoltà in mare, che sia chi viene dall’Africa o il ministro Salvini“, ha detto Giorgia Linardi, portavoce della ong, che ha parlato di “un processo di esternalizzazione della violenza dall’Europa in Libia; vengono commesse atrocità, ma se non avviene sul nostro territorio va bene”.

La distinzione tra i soccorsi delle Ong e della Guardia Costiera “è una falsa contrapposizione” anche secondo Medici Senza Frontiere: “Le navi delle Ong effettuano i soccorsi sempre in coordinamento con la Guardia Costiera. Ed infatti a bordo dell’Aquarius c’erano 400 persone precedentemente soccorse dalla Guardia Costiera italiana”, ha detto la Lodesani, che poi mette sotto accusa la gestione europea del problema: “Le navi delle ong sono scese in mare quando è finita la missione Mare Nostrum, con il Mediterraneo che si era trasformato in una tomba per oltre 1.200 persone in una settimana, siamo lì perché non c’è l’Europa“.

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