Ipse dixit: “Il pacchetto opzionale “SpaceX” per la nuova Tesla Roadster includerà 10 piccoli propulsori-razzo disposti attorno all’auto. Questi motori migliorano notevolmente l’accelerazione, la velocità massima, la frenata e le capacità dell’automobile in curva. Forse permetteranno persino a una Tesla di volare …”. Recita così l’ultimo tweet di Elon Musk sulla nuova Roadster. Nelle risposte allo stesso cinguettio, il funambolico imprenditore sudafricano ha specificato che nessuna auto a benzina sarà in grado di pareggiare le performance della Roadster.

Insomma, una bella “sparata” che contribuisce a far crescere la curiosità attorno al progetto della sportiva a emissioni zero. Il nome del “pacchetto” optional non è casuale: è lo stesso della compagnia che si occupa di vettori spaziali, fondata dallo stesso Musk. È lecito, quindi, attendersi una sorta di collaborazione fra le due aziende. Tuttavia, è bene specificare che i razzi cui fa riferimento Musk non saranno come quelli usati da Wile E. Coyote per rincorrere Beep Beep: piuttosto, si parla di “COPV“, acronimo di “Composite overwrapped pressure vessel”.

Una sorta di super bombole ad aria compressa ad altissima pressione, usata per incrementare la spinta vettoriale del veicolo: sarebbero rifornite costantemente da pompe dell’aria connesse al sistema elettrico dell’automobile. La loro istallazione, però, comporterà il sacrificio dei sedili posteriori della Roadster. In compenso, la spinta generata dai COPV sarebbe utilizzata per migliorare “drasticamente” le capacità di accelerazione longitudinale e trasversale del mezzo.

Una caratteristica tecnica che, nella mente di Musk, dovrebbe rendere “la prossima generazione di Tesla Roadster qualcosa di fuori dal mondo”. Tanto che “per chi ama guidare, non c’è mai stata un’auto migliore nella storia. E probabilmente non ce ne sarà mai un’altra”. Come al solito i toni sono gagliardi, anche se i conti dell’azienda continuano a essere una tragedia

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