Che in questo Paese sia difficile per la televisione celebrare qualsiasi ricorrenza civile è cosa ben nota. Basta pensare a quanto è successo un paio di settimane fa in occasione del quarantennale della morte di Aldo Moro. Rai 1 aveva organizzato un’eccellente prima serata, con un monologo recitato da Luca Zingaretti seguito da una fiction molto originale sulla vita di Moro-professore. Ma la maggior parte dei telespettatori l’ha snobbata facendo volare lo share dell’orrendo Grande fratello.

Però, perdinci, se nessuno è più disposto a svolgere questo sacrosanto compito, anche rischiando un po’ sul piano dell’audience, allora siamo messi proprio male. Ragione per cui, nel 2 giugno appena trascorso, anche un po’ particolare per le note vicende politiche e il clima che hanno creato, prima di tutto bisogna fare i complimenti a Sky che ha scelto di celebrare la serata della festa della Repubblica nel migliore dei modi. Mentre le altre reti se la cavano con poco (la diretta della sfilata su Rai 1) mantenendo invariati i propri palinsesti del sabato, Sky cala un vero asso, il film di Graziano Diana Giancarlo De Cataldo dedicato a Pertini il combattente nella prima serata del suo primo canale di cinema e, contemporaneamente, su quello di arte. Per carità, non che i palinsesti del servizio pubblico siano indegni: c’è uno show di grande qualità con regia e conduzione di un genio come Gigi Proietti sulla prima rete, il tradizionale appuntamento con la divulgazione culturale di Alberto Angela su Rai 3, ottimi prodotti che garantiscono un buon ascolto, ma non caratterizzano la particolarità della giornata, non ne rispecchiano il senso, non trasmettono il significato della festa.

Cosa che invece accade a Sky per ben due motivi. Il primo è la costruzione di un piccolo evento televisivo con le due reti che trasmettono un film uscito da poco anche nelle sale cinematografiche. Il secondo motivo è la natura del prodotto trasmesso, una celebrazione di Pertini, mai retorica, gradevole, a tratti persino scanzonata, chiara nella sua ricostruzione storica a vantaggio di chi quella storia non conosce (i famosi giovani a cui Pertini spesso si rivolgeva), ricca di documenti iconografici, di testimonianze inedite, ben condotta dall’autore, presente in video nel ruolo di insegnante. E poi c’è Pertini, il più amato presidente della Repubblica, ancora oggi l’immagine migliore da tirare fuori nel giorno della sua festa.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Masterchef 2018, ecco chi sostituirà Antonia Klugmann in giuria

next
Articolo Successivo

Elisa Isoardi: “Sono sempre la ragazza di montagna col tacco 12. Sono una persona trasparente e si vede anche in onda”

next