Rispetto all’attuale “instabilità” italiana c’è certamente una “preoccupazione” e i mercati la riflettono. Ma le affermazioni del commissario Ue Gunther Oettinger – poi definite “sconsiderate” da Bruxelles e e ritrattate da lui stesso – sul presunto ruolo “educativo” che le piazze finanziarie dovrebbero svolgere sugli elettori vengono respinte al mittente anche dal segretario generale dell’Ocse Angel Gurria. Che, a margine della presentazione dell’ultimo ‘Economic outlook’, parlando della situazione italiana ha affermato: “Se mi chiedete: c’è una preoccupazione per l’attuale instabilità? La risposta è sì e i mercati la riflettono. Ma dobbiamo cambiare la politica a causa di questo? La risposta è no. Bisogna guardare alla politiche di lungo termine“. E ancora: “Volatilità, aumento dello spread nel breve termine… quello che non possiamo fare è stabilire politiche di lungo termine in base a ciò che ogni giorno accade nei mercati, perché lo spread sale e il giorno dopo scende e il giorno dopo risale… Cambiare politica ogni giorno sarebbe una pazzia. Bisogna dunque avere una missione di medio e lungo termine”.

Sul fronte economico l’Ocse ha comunque abbassato le sue stime di crescita per il pil dell’Italia al +1,4% per il 2018 e al +1,1% per il 2019. A marzo l’organizzazione aveva confermato previsioni per un +1,5% per il 2918 e un +1,3% nel 2019. I tassi di crescita previsti sono tra i più bassi di tutta l’area Ocse insieme a quelli del Giappone (1,2% per entrambi gli anni). Ad esempio, per la Francia si stima un rialzo del pil dell’1,9% sia per il 2018 che per il 2010, mentre per la Germania l’aumento sarebbe del 2,1% quest’anno e il prossimo.

“Una riforma del sistema di tassazione sulle persone fisiche dovrebbe mirare al contrasto all’evasione fiscale semplificando le agevolazioni fiscali e abbassando le aliquote per i redditi bassi, senza contrarre il gettito fiscale”, raccomanda tra l’altro l’Ocse, aggiungendo che in Italia “le priorità” dovrebbero spettare allo spostamento della spesa verso le infrastrutture e al miglioramento dei piani centrati sul contrasto alla povertà per “affrontare gli ampi divari, sociali e regionali” e così imprimere una spinta alla crescita. “Fare progressi su riforme strutturali e sociali e continuare una prudente politica di bilancio sono – si sottolinea – le chiavi per sostenere la crescita e affrontare le distanze sociali e territoriali”.