Chiude a 147 punti base, dopo una giornata in altalena, il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi, misura del rischio percepito dagli investitori. Il giorno dopo la diffusione della nuova bozza del contratto di governo tra Lega e M5s lo spread tra i rendimenti di Btp e Bund, che mercoledì si era allargato di 21 punti rispetto al giorno prima toccando i 151, in apertura aveva ritracciato a 146. A fine mattinata è però risalito arrivando a 158 punti. Nel corso della giornata un lieve calo, fino alla chiusura. Il tasso di interesse pagato dal decennale italiano, che in avvio era sceso a 2,104%, è arrivato a toccare il 2,18%, contro lo 0,6% offerti dall’omologo tedesco. E il Tesoro ha deciso di alzare dallo 0,4% allo 0,55% il rendimento garantito dal Btp Italia, il titolo indicizzato all’inflazione rivolto, per quanto riguarda la tranche emessa in questi giorni, agli investitori istituzionali.

Monte dei Paschi a picco. Borghi: “Abbandonare idea di farci profitti vendendola” – Anche sul fronte azionario la giornata è stata contrastata: Piazza Affari ha virato in negativo dopo l’apertura, tornando maglia nera tra i listini del Vecchio Continente, ma ha poi chiuso in lieve progresso (+0,29%). Sono continuate le vendite sulle banche, che hanno in portafoglio circa 300 miliardi di titoli di Stato italiani, e su Mediaset.

Il Monte dei Paschi di Siena nel pomeriggio è andato in asta di volatilità e ha chiuso in calo dell’8,8%. Nell’ultima bozza di contratto, in attesa delle limature finali e delle firme dei leader Luigi Di Maio e Matteo Salvini, si parla di una “ridefinizione della mission e degli obiettivi” dell’istituto, di cui il Tesoro ha oggi il 68 per cento. E l’economista della Lega Claudio Borghi, che ha partecipato alla stesura del documento, ha detto a Reuters che l’intenzione è che lo Stato non esca dal capitale della banca – come invece era previsto al momento della ricapitalizzazione precauzionale con soldi pubblici – e che si blocchi la chiusura delle filiali. L’intento, “abbastanza condiviso da tutte e due le forze, è che la banca deve essere ripensata in un’ottica di servizio“, ha continuato il responsabile economico del Carroccio. “In buona sostanza” l’obiettivo è “abbandonare l’idea di farci i profitti vendendola a chissà chi“, ma mantenerla “come patrimonio del Paese”.

La richiesta di escludere i titoli acquistati dalla Bce dal debito/pil – Per quanto riguarda la finanza pubblica, nel testo del contratto sono scomparsi il riferimento all’uscita dall’euro e la richiesta di “cancellazione” di 250 miliardi di debito, sostituita però dalla proposta di escludere tutti i titoli acquistati nell’ambito del quantitative easing dal calcolo del rapporto debito/pil. Che per l’Italia è al 131,8%, il più alto dell’Eurozona dopo quello della Grecia. Un portavoce di Eurostat ha però precisato che l’ufficio europeo di statistica non può escludere i titoli di Stato italiani detenuti dalla Bce dal calcolo del debito pubblico italiano.

In mattinata il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis , parlando davanti al Parlamento europeo, ha ribadito gli avvertimenti lanciati nei giorni scorsi rispetto alla necessità di mantenere gli impegni sui conti pubblici“Non commentiamo sulle politiche dei partiti o processi di formazione dei governi”, ha detto, “ma quello che enfatizziamo in ogni caso è che è importante attenersi alla disciplina di bilancio, e specialmente per l’Italia continuare a ridurre il deficit e il debito perché fattori di rischio. Stiamo discutendo con le autorità italiane la traiettoria dei conti e in realtà questo è un messaggio anche per il nuovo governo: è importante restare nei binari”.