Matteo Salvini propone un “governo di scopo” del centrodestra con i Cinque Stelle, che duri fino a dicembre. L’ultimo rilancio, peraltro non nuovo, dura lo spazio di un pomeriggio. Perché il M5s stoppa subito la linea della Lega, ideata per durare fino alle consultazioni lampo di lunedì: “Salvini ha sprecato la migliore occasione della sua vita per fare governo”, risponde Danilo Toninelli in serata. “Il voto del 4 marzo ha dato un segnale di cambiamento enorme, eravamo forze antisistema nel senso più positivo – scandisce il capogruppo al Senato – E lui che fa? Resta con Berlusconi che più passato non può essere”.

L’indicazione con la quale il segretario era uscito dal consiglio federale della Lega, riunito in via Bellerio a Milano, aveva assicurato il leader del Carroccio, era concordata con proprio Silvio Berlusconi. Un’intesa garantita altre varie volte in questi due mesi. Questa volta, però, prima degli alt di Forza Italia, che non era molto d’accordo a legarsi al M5s a scapito del Pd nelle scorse settimane, è arrivato il niet dei Cinque Stelle all’esecutivo a tempo sostenuto dal centrodestra e dal Movimento, guidato da una figura indicata da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia e non necessariamente un leghista. Un esecutivo, aveva detto Salvini, che deve escludere il Pd e Renzi, per accompagnare il Paese alle elezioni a dicembre e che nel frattempo metta mano alla riforma elettorale, dando la priorità a tasse e al blocco degli aumenti dell’Iva e che garantisca lo stop agli sbarchi. “Salvini ha sprecato la migliore occasione della sua vita per fare governo, altro che di sei mesi – è stata la risposta del capogruppo al Senato, Toninelli – Poteva fare un governo con M5s ma ha deciso di stare con il pluricondannato Silvio Berlusconi”.

L’impostazione, pensata per resistere fino a lunedì, quando i leader dei tre partiti del centrodestra accompagnati dai 6 capigruppo si presenteranno alle nuove consultazioni “espresso” (dureranno solo 20 minuti), naufraga quindi prima del week end. Era probabilmente l’ultimo spiraglio per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella prima che sia lui a prendere una decisione per superare l’impasse che dura da due mesi pieni. Per il Movimento non ci sono più spazi di trattativa per firmare un accordo di governo: “È seriamente necessario andare a votare, anche con questa legge”, ripete Toninelli. “Noi – ha assicurato – cresceremo ancora: aboliremo i vitalizi, almeno alla Camera, e la gente capirà che dove ci sono questi ragazzi le cose si fanno”. 

Almeno sul “no al governissimo” i Cinque Stelle e la Lega sono d’accordo. Proprio il concetto di “esecutivo del presidente” è quello contro il quale sembra schierarsi ora Salvini, che cercava di raccogliere il massimo dalle poche e flebili speranze di un accordo con il M5s, pronti a ripetere ancora una volta che l’accordo per un governo in cui ci sia anche Forza Italia è impossibile (e tanto più lo diventa dopo averlo ribadito così tante volte). “Se di governo tecnico, di scopo o istituzionale si deve trattare – dice Salvini dalla sede della Lega – l’incarico va dato partendo da chi ha vinto le elezioni, escludo qualsiasi tecnico alla Monti. E ribadisco l’invito al M5s come fare insieme un governo a tempo per fare poche cose e bene”. Di sicuro “dove c’è Renzi, non ci sono io“. E non è nemmeno pensabile una prorogatio del governo Gentiloni. “No, mi rifiuto di mandare Alfano al Consiglio europeo di giugno, ci sarà un altro governo in carica”.

Il segretario della Lega aveva indicato la durata del prossimo governo “entro dicembre“. Ma “noi non facciamo governi balneari”, è stata la chiusura secca di Toninelli. Neanche con una figura terza, senza guida del centrodestra. Salvini aveva tratteggiato anche l’identikit del mini-programma del possibile esecutivo: “Si può chiedere al presidente Mattarella per evitare l’ennesimo governo tecnico irrispettoso per gli italiani, che escludo, un governo che si faccia carico di fare in fretta e bene poche cose: una legge elettorale che mandi al governo chi prende un voto in più, come alle Regionali, bloccare Iva e accise rispettando parametri europei, andare a Bruxelles a dire che prima viene l’interesse nazionale, iniziando a respingere il nuovo bilancio Ue“. In particolare, per quanto riguarda la riforma elettorale, Salvini non ha escluso eventualmente il via libera a un premio di maggioranza alla lista (come vuole il M5s) e non alla coalizione (come vuole Forza Italia). “Sono pronto a ragionare sia sul premio alla lista sia alla coalizione, non voglio passare l’estate a parlare di legge elettorale”.

La proposta di un referendum sull’euro? “Potrebbe essere un interessante dibattito filosofico per i prossimi anni, ma ci sono urgenze da affrontare, come evitare l’aumento dell’Iva, non c’è tempo”. Piuttosto, dice il capo della Lega, in tema di Unione Europea l’Italia deve fare “cose concrete”. A partire da una scelta per il prossimo governo: “La bozza di bilancio Ue va respinta in toto“.