Tanto tuonò, che alla fine piovve. La campagna di demonizzazione dei motori a gasolio sta producendo gli effetti previsti, con significativi passi indietro di questa motorizzazione nel vecchio continente. Come sottolineano i dati diffusi dall’associazione di costruttori ACEA, nel primo trimestre dell’anno le immatricolazioni di auto diesel sono calate del 17% rispetto allo stesso periodo del 2017 fermandosi a quota 1.574.333, che equivale al 37,9% del totale.

All’appello, rispetto allo scorso anno, mancano 322.622 vetture. Un vuoto colmato dall’aumento delle vendite per quanto riguarda invece le motorizzazioni a benzina, cresciute del 14,6%: nel primo trimestre la loro quota di mercato nell’UE è arrivata al 55,5%.

Capitolo a parte meritano le cosiddette alimentazioni “alternative”, quelle meno inquinanti. E parliamo di ibride ed elettriche, ma anche di metano e gpl. La premessa è che anche in questo caso siamo di fronte a un incremento sostanzioso: +26,9%. Il che fa salire il loro peso sul mercato fino al 6,5% del totale. Soprattutto per merito di paesi come Germania (+73,4%), Spagna (+53,4%) e Francia (+15,3%). Più moderati invece Regno Unito (+9,8%) e Italia (+9%).

Nello specifico, le vendite di vetture alimentate a gas sono cresciute del 12%. Quelle di ibride del 26,7% (139.557 unità), e in particolare di plug-in del 60,2% (37.332). Quanto poi alle elettriche pure, anche le loro immatricolazioni hanno fatto un cospicuo passo avanti: +34,3%, con 32.566 veicoli venduti in Europa da gennaio a marzo.