Per il suo quarto album da solista, Albert Hammond Jr, noto per essere il chitarrista della band newyorchese Strokes, è stato ispirato dalla prematura morte di Francis, il fratello gemello, e dall’effetto persistente che questo evento ha avuto nella sua vita. Nel 1979, infatti, Claudia, la madre di Hammond Jr, ebbe un aborto spontaneo al quinto mese di gravidanza, ma Albert continuò a crescere senza che nessuno si accorgesse di lui sino al sesto mese di gravidanza.Così, riflettendo su questa triste vicenda familiare, Albert ha immaginato un alter ego energico di Francis, che ne porta con sé lo spirito (da qui il titolo del suo nuovo album Francis Trouble). Ma, parafrasando David Bowie, Albert mette in guardia pubblico e critica dal fare congetture, affermando: “Quello che la musica dice può essere anche serio, ma come mezzo la musica non dovrebbe essere analizzata o presa troppo seriamente. Dovrebbe essere trasformata in una parodia di se stessa. La musica è la maschera che il messaggio indossa, e io, l’artista, sono il messaggio”.

Composto da 10 brani (su tutti Set to attack, DvsL e Tea for two) in essi c’è tutto il background artistico dell’autore: come negli Strokes, Hammond Jr dimostra uno straordinario talento nel mescolare generi (il punk, il garage alla Stooges, il jazz-funk), e nel renderli sempre attuali, ma difficilmente si rivela essere un innovatore. Francis Trouble è piuttosto una brillante esplosione di indie rock, certo non mancano i momenti cupi, ma per la maggior parte dei brani l’umore è sorprendentemente esuberante, per uno come Albert jr dall’indole romantica, pensatore profondo e introspettivo.

La vera forza dell’album sta nelle melodie che le chitarre disegnano perfettamente: ci sono echi degli Strokes che è impossibile ignorare, ma sarebbe troppo limitante soffermarsi in certi confronti, perché Francis Trouble nel complesso, è un disco fuori da ogni contesto e che merita molte chance.

Foto tratta dal profilo Fb dell’artista

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

I 54 anni di Radio Caroline, la prima radio pirata d’Inghilterra

next
Articolo Successivo

Quanto ci manchi, Kurt Cobain

next