La manfrina vergognosa con la quale certi leader della politica hanno affrontato le circa tre settimane del dopo-voto italiano mettono in grande evidenza il fatto che la batosta subita dai due partiti ex maggioritari alla guida del paese nella XVII Legislatura – Partito democratico e Forza Italia -, non è stata ancora sufficiente a far loro capire che quel modo di fare politica e di governare non ha più il supporto della maggioranza del popolo, che si è espresso sconfiggendo anche la voglia di astensione.

Ancora oggi si sono sentiti nei vari “talk show” alcuni pretoriani del berlusconismo recitare la solita “pillola avvelenata” del “piaccia o non piaccia (i grillini, ndr) devono rispettare il mandato che gli italiani hanno dato a questi politici”, citando esplicitamente i milioni di voti che Silvio Berlusconi ha ancora ottenuto nonostante la bruciante disfatta elettorale.

Cioè, invece di essere loro a chinare il capo e convincersi a fare finalmente una politica onesta, con uomini specchiati e rispettosa della volontà del popolo (che si è espresso chiaramente, a larga maggioranza su quali sono gli uomini e le politiche  che desidera), vorrebbero ancora una volta perpetuare la linea delle “furbate elettorali” proseguite con l’ignobile Rosatellum – che ha costretto milioni di italiani a esprimersi senza poter esattamente capire chi stavano votando – e continuata con le spurie, indegne “alleanze” che, mettendo insieme ideologie in qualche caso nettamente divergenti, si univano al solo scopo di vincere il “mandato alla coalizione” per governare.

Ovvero l’ennesima “patacca” di Berlusconi al popolo italiano, grazie alle quali ha potuto governare più volte (coi risultati che ora finalmente sono emersi, purtroppo, con chiarezza).

Molto diversa sarebbe l’alleanza che proponevo nel mio precedente articolo, anche se basata su partiti altrettanto diversi.

Ma io spingevo su un’alleanza che privilegiasse gli ideali sociali e popolari dei tre partiti, non le poltrone sulle quali invece Berlusconi ancora progetta di perpetrare favoritismi, privilegi e quant’altro egli e il suo credo politico da stadio ci hanno costretto ad ingoiare per un quarto di secolo.

Ora vorrebbero cominciare la nuova Legislatura proponendo candidati alla presidenza delle Camere degli inquisiti o dei condannati.

Fanno bene dunque Di Maio e l’intera compagine “grillina” a chiudere ermeticamente la porta a questi tentativi di perpetuare la malsana abitudine di subire quei ricatti in nome di una governabilità che ha già dato ampia prova di pessimi risultati.

Stavolta devono essere loro a cedere.

Se non cedono sarà il popolo ad esprimersi di nuovo e, attraverso il voto, mettere la definitiva parola fine al berlusconismo e al “piddinismo di destra“, prono ai poteri oligarchici invece che a quelli della sua gente.