A esattamente quarant’anni dal rapimento e dalla morte di Aldo Moro, il mistero dei misteri dell’Italia della guerra fredda, il Regno Unito e la Russia si trovano invischiate in un giallo di spionaggio che sembra uscito dalla penna di John le Carrè. E’ tornato il tempo delle spie? Veramente non è mai finito. La caduta del muro di Berlino ci ha fatto solo sognare che nel villaggio globale non ci fosse spazio per lo spionaggio. Anche se molte spie si sono ritrovate disoccupate, lo zoccolo duro degli agenti al servizio di una o più potenze straniere, le cosiddette super-spie, ha continuato a ricevere lauti compensi ed ad essere operativo. E come in passato il modo in cui vengono ammazzate nasconde un linguaggio segreto. Ma andiamo con ordine.

Serghei Skripal, il russo avvelenato in Inghilterra insieme alla figlia con l’agente nervino Novichok, era sicuramente una di queste super-spie. Nato nel 1951 a Kaliningrad, ex ufficiale dell’intelligence militare russa, era stato mandato in Spagna per spiare gli europei. Dopo anni di lavoro di convincimento, nel 1995 i servizi segreti britannici sono riusciti ad assoldarlo, così Skripal divenne un doppio agente. Nel dicembre 2004, dopo essere rientrato a Mosca per motivi di salute, è stato arrestato, processato e condannato per alto tradimento a 13 anni di carcere. Come nelle classiche spy stories degli anni Settanta, nel 2010 è stato liberato grazie a uno scambio di spie tra il Regno Unito e la Russia. Da allora si è stabilito a Salisbury, in Inghilterra.

Diversa era la condizione di Alexander Litvinenko. Nel novembre 2006, Litvinenko, venne avvelenato e ucciso a Londra con il Polonium, anch’esso materiale radioattivo e proibitissimo e, secondo gli inglesi, di provenienza russa. Ma non successe nulla. Anzi, durante le indagini, fu proprio Theresa May, l’attuale primo ministro britannico, che si oppose all’apertura di un’inchiesta internazionale sull’accaduto.

La May ammise che il suo rifiuto era dettato da motivi diplomatici, in altre parole non voleva inimicarsi Putin. Perché? La cruda risposta è la seguente: nel 2006, il governo russo era un alleato importante dell’occidente, e quindi per il governo Britannico Mosca poteva avvelenare liberamente chi voleva e dove voleva. Oggi, invece, Putin è il nemico e quindi l’avvelenamento di Skripal va punito. L’attuale accanimento britannico contro Putin e la Russia, che costui ha creato durante gli ultimi 18 anni, è, come ai tempi della guerra fredda, dettato dal deterioramento dei rapporti che corrono tra Washington e Mosca, che si sono sovrapposti a quello delle relazioni tra Bruxelles e Mosca. Nel primo caso la causa è l’accusa che Putin abbia influenzato i risultati delle elezioni presidenziali americane, nel secondo caso i motivi vanno ricercati nella crisi dell’Ucraina che ha dato a Putin l’opportunità di riannettere alla Russia la Crimea.

A differenza della guerra fredda, dove nulla cambiava, nella politica internazionale contemporanea le alleanze tra stati vanno e vengono rapidamente, e le spie devono adattarsi a questi cambiamenti. Sicuramente Skripal era stato ‘riattivato’, strappato al meritato pensionamento era tornato a fare la spia per il regno di sua Maestà. Ma la domanda che nel 2006 e oggi nessuno si pone è perché far fuori una spia con materiale radioattivo quando ci sono altri modi meno eclatanti, ad esempio, allentare i freni della fiammante Bmw di Skripal e simulare un incidente stradale. E’ chiaro che la spia è stata volutamente colpita con materiale radioattivo. I servizi segreti sono la cassa di risonanza delle leadership politiche e delle élite al potere, ogni esecuzione contiene un messaggio specifico, come fu con Alexander Litvinenko o con il fratello di Kim Jong-un. L’arma chimica è un avvertimento e allo stesso tempo un segno di potere. E’ forse per questo che gli inglesi hanno rotto il codice di comportamento diplomatico, accusando apertamente Putin, il leader russo, di essere il mandante, senza avere prove schiaccianti?

La risposta di Londra, sicuramente, proietta le relazioni tra Regno Unito e Russia in una dimensione sconosciuta e sicuramente pericolosa. Ma anche la presenza di sostanze chimiche e radioattive in casa è un pericolo serio. Certo è che questi avvenimenti mettono in luce una triste realtà: il sogno del villaggio globale, dove non c’è spazio per lo spionaggio, si sta rapidamente rivelando come la versione moderna dell’incubo della guerra fredda.