Stavolta Warren Beatty non sbaglia. La Forma dell’Acqua vince l’Oscar 2018 come miglior film e il suo regista Guillermo Del Toro quello per la miglior regia. Trionfo di un film meraviglioso, di una fiaba pura e dolente, cinematograficamente totalizzante ed eterna, in una serata degli Oscar che si era avviata sul tutto previsto, tutto scontato, tutto molto noioso. La cerimonia targata Jimmy Kimmel è stata una delle più soporifere e sottotono della storia come nemmeno negli anni sessanta con Bob Hope. E poi tutti gli Oscar dal primo al 23esimo, dai costumi alle scenografie, sembravano essere già definiti nei dettagli dai bookmakers con largo anticipo da settimane.

È toccato così al ritorno in dirittura finale di Warren Beatty e Faye Dunaway, i pasticcioni delle buste nel 2017, riportare un minimo di suspense nella casella numero 24, quella dell’Oscar come Miglior Film che le voci delle ultime ore davano diretto a Tre manifesti ad Ebbing, Missouri di Martin McDonagh. “Sono cresciuto in Messico e da bimbo ammiravo i film stranieri di Douglas Sirk e  Frank Capra. Poi qualche settimana fa Spielberg mi ha detto ‘Se ti capiterà di salire sul podio ricordati che da quel momento farai parte di quel lignaggio’”, ha spiegato il 53enne regista nato a Guadalajara nel ritirare l’Oscar al suo miglior film. “Questo premio lo dedico ai giovani registi di tutto il mondo che ci mostrano come fare le cose e a tutte le persone che usano l’immaginazione e i sogni per parlare del mondo. Io ero un bambino, guardavo i film e pensavo che mai sarebbe successa una cosa del genere”.