“Gli italiani non sanno perdere”. Commentava così la scorsa settimana, all’emittente olandese NOS, il corrispondente da Roma Mustafa Marghadi l’annuncio del ricorso italiano contro l’assegnazione dell’agenzia del farmaco ad Amsterdam. Eppure nella capitale, non sono tutti in festa: qualcuno, passata l’euforia, ha fatto i conti e si è accorto che nel saldo per la partita vinta dagli olandesi troppi hanno dimenticato la voce “problemi” che i 900 dipendenti e l’indotto Ema porteranno con loro in Olanda.

Il primo era stato l’accademico dell’Università di Amsterdam Jan Roth che già a novembre metteva in guardia: il costo per l’arrivo dell’agenzia del farmaco ricadrà per intero sugli abitanti della capitale, soprattutto per ciò che riguarda il mercato immobiliare. Poi, la scorsa settimana è arrivata un’interrogazione all’assessore alle Attività produttive Udo Kock, dei liberali D66, che chiedeva conto dell’impatto sul tessuto sociale cittadino. A firmarla Erik Flentge, consigliere comunale di Amsterdam, eletto nelle file del Partito socialista: “A novembre tutti in consiglio comunale erano in festa per l’arrivo di Ema ad Amsterdam, solo il mio partito si è posto il problema di valutare l’impatto reale sulla città”.

Alla sua interrogazione l’assessore ha risposto evidenziando solo i vantaggi per l’economia e per la reputazione di Amsterdam. “Ma i 900 dipendenti e i 20-30mila visitatori l’anno ad Amsterdam per Ema vogliono dire più pressione sul mercato immobiliare già saturo e una nuova espansione per portali come Airbnb che in questi anni abbiamo cercato faticosamente di regolamentare.”

Il consigliere socialista non ha problemi con l’istituzione in quanto tale: “Il trasferimento dell’agenzia è certamente una buona notizia ma dobbiamo essere realisti e guardare anche agli aspetti negativi“. Ciò che preoccupa Flentge oltre alla questione degli alloggi, è il maggior potere di acquisto degli “expat”: lo staff Ema non pagherà tasse locali, come consuetudine per i dipendenti di organizzazioni internazionali ma i loro stipendi, così come quelli degli impiegati delle multinazionali, sono superiori a quelli medi degli olandesi e la conseguenza immediata è che questi ultimi, non potendo competere,  sono costretti a lasciare la loro città.

Il dissenso del suo partito non è un fenomeno isolato e non si limita all’arrivo dell’Ema: nonostante il Partito socialista sia l’unica formazione in consiglio ad aver dato voce istituzionale al malcontento di molti residenti per il processo di “gentrificazione internazionale” che sta cambiando volto alla città, il disagio è diffuso. Diversi comitati di quartiere e associazioni che riuniscono gli inquilini che affittano a prezzi calmierati, quasi un residente della capitale su due, sono sul piede di guerra.

“Una porzione consistente di Amsterdammers non ce la fa a stare al passo con i nuovi arrivati. È stufa dell’invasione di expat e turisti perché non vuole che la città diventi come Londra: inaccessibile per un cittadino medio e in mano a pochi speculatori”, spiega il consigliere socialista. “Ci vuole equilibrio e noi questo equilibrio, ad Amsterdam, lo stiamo perdendo”. I governi olandesi, d’altronde, sono noti in Europa per lo ‘shopping’ internazionale di agenzie e multinazionali, attirate nel loro Paese con la promessa di un trattamento fiscale amichevole; il sistema funziona, e i dati lo confermano, ma ad oggi non si è rivelato indolore per i locals.

“Il governo è impegnato nell’operazione di aggiudicarsi più aziende possibile in fuga dalla Brexit – dice ancora il consigliere – Ma il risultato è l’arrivo di lavoratori internazionali che godono di privilegi che gli altri residenti si sognano”. Il riferimento è ai generosi pacchetti offerti dalle società e alla riduzione del 30% (il c.d. 30% regeling) delle tasse per alcune categorie di lavoratori stranieri che scelgono i Paesi Bassi.

Tuttavia l’assessore alle Attività produttive sostiene che non ci sarà alcun trattamento di favore per gli impiegati Ema. “È falso – dice il consigliere Sp – Nella risposta alla mia interrogazione, l’assessore Kock ha detto che il comune sta lavorando attivamente alla ricerca di alloggi per lo staff dell’agenzia. Ossia sta svolgendo un lavoro straordinario che non fa con gli altri cittadini”, conclude il consigliere convinto che a farla da padrone nel grande business dell’Ema saranno soprattutto investitori ed immobiliaristi.