A volte uno pensa che vicino casa non ci siano luoghi insoliti, misteriosi e affascinanti, poi fa due passi in più e scopre che quello che cerca è giusto dietro l’angolo.

Oggi viaggiamo alla volta di Bomarzo, meta ideale per tutti coloro che sono affascinati dal mondo esoterico, dalla simbologia e dalle leggende.

Il parco di Bomarzo è ufficialmente chiamato Sacro Bosco di Bomarzo ma comunemente definito Parco dei Mostri perché al suo interno sorgono monumenti dall’aspetto inquietante. È una sorta di giardino delle meraviglie, con statue mostruose e bizzarrie architettoniche. Personalmente la considero una destinazione ideale per una gita nel periodo di Halloween, quando l’atmosfera suggestiva si amplifica nella cornice autunnale, ma essendo situato in centro Italia il bosco offre il meglio di sé nel periodo primaverile.

Il Sacro Bosco di Bomarzo si trova nel Lazio, in provincia di Viterbo, quasi al confine con l’Umbria. A noi è capitato di visitare Bomarzo praticamente da soli, circostanza che contribuisce a calarsi nell’atmosfera mistica del parco.

Il Parco è stato progettato e costruito nella seconda metà del 1500. Visitandolo oggi ci si rende immediatamente conto che allora doveva essere di una bellezza inenarrabile. È uno tra i luoghi più insoliti d’Italia ed è forse conosciuto più all’estero che in Italia.

Molti libri e pubblicazioni parlano del Bosco Sacro di Bomarzo, ma da amante dei fumetti italiani non posso non citare Dylan Dog e Dampyr, che hanno entrambi ambientato un’avventura nel parco dei mostri.  Consiglio particolarmente la lettura de Il segreto del bosco magico sul Maxi Dampyr n. 1 agosto 2009 perché in modo gradevole e leggero vi sono stati condensati la storia del Parco, della famiglia Orsini (proprietaria del parco) e nozioni sull’alchimia classica. Se non lo trovate c’è un volume di Marco Berberi intitolato Bomarzo. Un giardino alchemico del millecinquecento. Tutte le pubblicazioni riguardanti Bomarzo le troverete in vendita accanto alla biglietteria, ma vi consiglio di documentarvi prima, in modo da calarvi nell’atmosfera del parco.

Se non fate parte di un tour organizzato, durante il quale sarete accompagnati da una guida, vi consiglio caldamente l’acquisto di una guida cartacea all’ingresso del parco perché all’interno non troverete alcun pannello esplicativo. E questo è allo stesso tempo il bello e il brutto del parco: se vi documentate e attingete alle vostre conoscenze, man mano che visiterete il parco riuscirete a dare la vostra interpretazione a ogni singolo elemento che incontrerete nel percorso (e diciamolo: vi sentirete anche dei ganzi mentre testerete le vostre conoscenze culturali e resterete meravigliati dalla plausibilità della vostra interpretazione).

Senza una solida preparazione invece la visita può limitarsi a una passeggiata in un bosco ornato da statue un po’ strambe. Tra l’altro all’ingresso del parco c’è un’area pic-nic con campi da gioco ideali per le famiglie.

All’interno del parco ci sono ruscelli, fontane, mostri, animali, teatri, case pendenti, elefanti e gigantesche testuggini (di peperino, una roccia magmatica). Il duca Vicino Orsini, signore di Bomarzo, ha voluto condensare tutta la sua erudizione in un unico luogo. Ogni singola pietra, ogni colonna, ogni scalino ha un significato. Le scale, ad esempio, possono rappresentare sia la discesa dell’anima verso gli inferi ma anche la precipitazione di un elemento alchemico.

Fino agli anni 60 il parco di Bomarzo era nella più totale incuria, tanto che si vedono delle foto di pastori che conducevano le pecore all’interno dell’Orco, il monumento simbolo del parco.

Il prezzo del biglietto d’ingresso è di 10 euro, 8 euro per i bambini dai 4 ai 13 anni. È un sito privato, quindi non è previsto l’ingresso gratuito la prima domenica del mese. Il parco è aperto dalle 8.30 alle 19.00. All’ingresso c’è un ampio parcheggio gratuito, e sempre e solo all’ingresso, le toilette e un bar. Il parco non è molto esteso, è strutturato in più livelli e si visita in poche ore. Adatto sia per grandi che piccini. Abbigliamento consigliato: tuta e scarpe da ginnastica ma è tranquillamente visitabile anche con calzature e abbigliamento meno sportivi. I cani non sono ammessi, da proprietaria di cani devo dire che questo divieto è un punto a sfavore del parco, ma riconosco che probabilmente sia dovuto al fatto che a tutt’oggi esistano ancora proprietari di cani incivili e maleducati; le nostre città ne sono una testimonianza.