Da Sgarbi-Di Maio a D’Alema-Lezzi-Bellanova: ecco come andrà
Tutti questi numeri e questi colori sono abbinati a nomi e cognomi, di leader di partito, figure politiche più o meno note, dirigenti di forze politiche. La prima sorpresa è che il candidato premier del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio, nel collegio di Acerra, è in leggero ritardo rispetto al suo concorrente principale Vittorio Sgarbi. Matteo Renzi, invece, non ha rivali nel suo collegio di Firenze. Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni – nel collegio di Roma Trionfale – ha un vantaggio piccolo piccolo sul candidato del centrodestra, Luciano Ciocchetti, non proprio un big. Dopo le numerose polemiche Maria Elena Boschi ha staccato già di parecchio i suoi rivali, ma va detto che ad Arezzo il candidato del centrosinistra Marco Donati è nelle stesse condizioni (per la serie “Tanto rumore per nulla”). La presidente dei Fratelli d’Italia Giorgia Meloni è parecchio avanti rispetto ai suoi avversari a Latina.

Tra i dirigenti del Pd Graziano Delrio non ha problemi nella sua Reggio Emilia, mentre sembra più in difficoltà (con un distacco non superiore al 5 per cento) Dario Franceschini a Ferrara. Come detto, sempre in Emilia, beneficiano degli effetti della coalizione Beatrice Lorenzin e Pierferdinando Casini che a Modena e Bologna hanno le vele gonfie, così come l’ex sottosegretario berlusconiano Guido Viceconte che a oggi ha un margine tra il 5 e il 10 per cento a Potenza. Lucia Annibali a Parma è in lieve vantaggio (0-5), ma la sorpresa è che anche il ministro dell’Interno Marco Minniti lo è a Pesaro, dove l’avversario è ormai un ectoplasma, Andrea Cecconi, a un passo dall’espulsione dai Cinquestelle. Luca Lotti e Roberto Giachetti non hanno pensieri a Empoli e Sesto Fiorentino. Chi è in difficoltà è Stefano Esposito, senatore uscente del Pd, che in uno dei collegi di Torino centro è dietro di poco alla candidata del M5s Elisa Pirro. Più prevedibile il percorso in salita dell’ex condirettore di Repubblica Tommaso Cerno costretto a rincorrere Luigi Pagliuca del centrodestra in un collegio di Milano Centro. Contendibile anche l’altro collegio di Milano, dove però per il momento spicca Cristina Rossello (centrodestra) che anticipa sia Bruno Tabacci che la presidente della Camera Laura Boldrini. Fa valere il proprio nome l’ex ministra degli Esteri Emma Bonino a Roma Gianicolense.

Tra i Cinquestelle chi ce la fa, anche se il distacco non è ampio, è Roberto Fico che nel suo collegio di Napoli sopravanza Marta Schifone del centrodestra, mentre una sorpresa potrebbe arrivare dalla Romagna dove a Rimini Giulia Sarti precede di poco Sergio Pizzolante, ex alfaniano candidato dal centrosinistra. Da notare che nello stesso collegio, ma al Senato, il candidato “puro” del Pd Tiziano Arlotti non sembra avere problemi di elezione. L’ex direttore di SkyTg24 Emilio Carelli pare fare il vuoto a Lido-Ostia Ponente, mentre deve rincorrere l’ufficiale della Capitaneria Gregorio De Falco, preceduto dalla candidata del Pd (orlandiana) Silvia Velo, sottosegretaria all’Ambiente.

Nel centrodestra Deborah Bergamini di Forza Italia strappa un collegio in Toscana al sottosegretario uscente Cosimo Ferri, mentre Lorenzo Cesa (in quota “quarta gamba”, cioè Noi con l’Italia) fa il vuoto a Nola. Il leader di Liberi e Uguali e presidente del Senato Piero Grasso, infine, è di parecchio lontano dall’elezione attraverso l’uninominale perché nel collegio di Palermo Resuttana-San Lorenzo per il momento vince Steni Di Piazza (M5s) con buon margine (tra il 5 e il 10 per cento) su Giulio Tantillo del centrodestra. Ultima curiosità: nel collegio “dei famosi”, Nardò, perdono tutti. La viceministra Teresa Bellanova, l’ex premier Massimo D’Alema e la senatrice M5s Barbara Lezzi vengono tutti anticipati da Luciano Cariddi del centrodestra.

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