“Chi voterò alle elezioni? Questo me lo tengo per me, ma non voterò certamente il centrosinistra. Sono dell’area del centrosinistra, sono tra i fondatori dell’Ulivo. Ma questo centrosinistra non lo voto”. Lo annuncia ai microfoni di Ecg Regione (Radio Cusano Campus) l’ex leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, che spiega: “Dal 5 marzo, però, vorrei contribuire a ricostruire il centrosinistra. Come potrei, tra l’altro, votare il Pd? Per sposarsi bisogna essere in due. Quando Renzi mi dice che non mi vuole neanche morto, mica io vado a letto con chi non mi vuole. Mi hanno tirato per la giacchetta in Molise per candidarmi, poi Renzi mi ha escluso, dandomi del giustizialista e del populista. Si è fatto attorno una corte di cortigiani, vuole governare portando il partito dal 40% al 20%. Il giorno dopo le elezioni il Pd si dovrà interrogare sulla propria classe dirigente”. L’ex magistrato aggiunge: “In questa campagna elettorale sono assente, completamente assente. Se tutto ciò che ci stanno promettendo dovesse avverarsi saremmo tutti ricchi, contenti, vivremmo duecento anni, saremmo sulla luna e non ci ammaleremmo mai. E’ una campagna elettorale lunare, fanno a gara a chi la spara più grossa”. Di Pietro si pronuncia anche sulla querela di Silvio Berlusconi nei confronti del deputato uscente del M5S, Alessandro Di Battista, reo di aver letto, durante il suo comizio ad Arcore, la sentenza della Cassazione che ha condannato Marcello Dell’Utri a 7 anni di carcere per concorso esterno a Cosa Nostra: “Quando si fa una querela, si fa un’arma a doppio taglio perché, se quello che ha detto Di Battista è vero, Berlusconi si becca la calunnia. Se fossi il suo avvocato gli sconsiglierei di querelare Di Battista, che ha solo letto il passo di una sentenza. Il problema non è quel che ha detto Di Battista, ma quel che ha fatto Berlusconi”.

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