“Lei non merita di uscire mai più da un carcere”. Con queste parole il giudice Rosemarie Aquilina ha condannato Larry Nassar, ex medico della nazionale di ginnastica degli Stati Uniti, a una pena che potrebbe arrivare fino a 175 anni. A stabilirlo, la corte del Michigan dove da giorni si sono susseguite le testimonianze delle vittime di fronte allo stesso Nassar. Le accuse di abusi sessuali arrivano da parte di circa 160 ragazze. In aula hanno deposto 156 donne, comprese molte atlete, che hanno subito gli abusi del medico per anni. Nassar ha preso la parola in aula poco prima che venisse pronunciata la sentenza a suo carico e, rivolgendosi alle vittime presenti, ha detto: “Le vostre parole mi hanno scosso nel profondo. Riconosco che quanto sto provando impallidisce davanti al dolore, al trauma, alla devastazione emotiva che tutti voi state provando”. Quindi ha aggiunto: “Non ci sono parole per descrivere la profondità e la vastità del rammarico che provo per quanto accaduto”. A dicembre, Nassar era stato condannato a 60 anni dopo essersi dichiarato colpevole per reati connessi alla pedopornografia.

L’ultima accusa, in ordine di tempo, era stata quella della campionessa olimpica Simone Biles. La ginnasta americana si è affidata a un lungo post pubblicato su Twitter per dare inizio a una confessione tanto meditata quanto sofferta. “La maggior parte di voi mi conosce come una persona allegra ed energica ma ultimamente mi sentivo logorata e più ho cercato di mettere a tacere le voci che avevo nella mia testa e più queste urlavano forte. Ora non ho più paura di raccontare la mia storia. Anche io sono una delle tante sopravvissute che sono state abusate sessualmente da Larry Nassar. Non è normale – prosegue – ricevere quel tipo di trattamento definito ‘speciale’. Quel comportamento è completamente inaccettabile e disgustoso, soprattutto quando arriva da colui in cui avevo fiducia. Per troppo tempo mi sono chiesta dove avessi sbagliato, se fossi troppo ingenua. Ma adesso so la risposta: io non ho commesso alcun errore. Non posso portare sulle mie spalle le colpe di Nassar, della Federazione americana e di altri”, ammette la ginnasta. Prima della Biles, Nassar era stato accusato anche da altre tre plurimedagliate olimpiche: Aly Raisman, McKayla Maroney e Gabby Douglas.