Ogni tanto succede ed è spassoso. Un ospite invitato dal servizio pubblico che ‘esce dai ranghi‘ e si rifiuta di condurre un siparietto dai confini ben stabiliti che gli è stato assegnato. Lo ha fatto lunedì scorso una mamma decisamente atipica, ospite di Detto Fatto, la trasmissione condotta da Caterina Balivo. Il contesto era dei più innocui, un servizio-tutorial in studio sull’arredamento con materiali poveri di una cameretta per bambini. Ci si aspettava dunque una semantica altrettanto addomesticata, senza rischi: il messaggio video del bambino da casa, la discussione sul colore delle stoffe e dei materiali, niente di più. Volare basso, come sempre.

Solo che, appunto, la madre del bambino al quale la camera era destinata era una madre diversa dal solito. Incredibilmente ironica.  Prima ha spiegato con gli occhi che le ridevano che il figlio considera il suo lavoro nell’ambito delle pubbliche relazioni come un lavoro dove non si usa il cervello, “lui pensa che prenda la borsa e vada in giro tutto il giorno”, poi – sempre scherzando – ha definito il figlio un maschio “alfa” e ha raccontato di una telefonata in cui il bambino, “che vuole diventare youtuber” (anche questa una battuta) le aveva detto di essere tutto coperto di schiuma, compreso “il pisello, che è molto grosso”.  Ovviamente il copione non era quello previsto, infatti la conduttrice si è lasciata sfuggire un “oddio, in diretta!” e poi si è buttata con una risatina nervosa sulla lettura dei tweet degli ascoltatori, per cambiare argomento.

Lo scandalo della “critica”

 “Imbarazzo ogni oltre limite, gelo totale, Balivo sotto choc”, scrive Caffeina Magazine. “Gaffe colossale, che ha lasciato di stucco la conduttrice”, secondo Il Messaggero spettacoli. “Gaffe colossale e oscena”, scrive Blasting News invocando addirittura l’intervento del Moige. A leggere certi siti web di critica televisiva sembra che in studio si sia scatenato un panico vero per l’immorale parola “pisello”. Ma sono parole in libertà, pubblicate da giornali che analizzano la trasmissione Rai con gli stessi occhi perbenisti, tanto da censurare sui loro siti – incredibile – persino la parola pisello ( p*****o) o scandalizzarsi, pure loro, se un bambino di dieci anni la usa o se emerge che i bambini sono consapevoli dei loro genitali e magari vivono pure sensazioni erotiche (bagno, schiuma, pisello).

Intelligenza bandita (ma benvenute marchette)

Infatti il vero clamore in studio non è stato causato dalla parola “pisello” anche se curiosamente la Balivo, dopo l’incidente, ha immediatamente catalogato la mamma come ospite “sessualizzata” (nessuno se n’è accorto, ma la gaffe vera l’ha fatta lei, quando ha chiesto alla madre se non avesse almeno un fidanzato, “o un amante” – altra parola proibita in Rai, dove pure le amanti abbondano – che sapesse usare il trapano). Quello che la signora in studio ha finalmente snidato con i suoi occhi divertiti è che non c’è spazio sulla Rai non solo per il sesso, ma soprattutto per l’ironia, la parola in libertà, la battuta intelligente, il sarcasmo, il paradosso. In breve, l’intelligenza. D’altronde il programma di Caterina Balivo è un programma dai colori pastello, il trionfo della manualità per non correre il rischio del concetto. Cucina, colori, tessuti, non andiamo oltre e non importa che forse un servizio pubblico non dovrebbe occuparsi di tutorial per arredare le stanzette. Che poi a dirla tutta la cosa meno decente, forse, è un’altra: può una conduttrice del servizio pubblico, appunto,  fare sui suoi social super marchette come quella di una lavatrice, fingendo di essere tornata stanca dal lavoro e di mettersi a fare il bucato? Oppure, sul suo blog, fare dei servizi di moda per sponsorizzare i vestiti, sempre travestendoli da passeggiate con i figli o vacanze private? Eppure ormai della pubblicità nascosta, che dovrebbe essere vietata, non si scandalizza più nessuno. Mentre di una madre brillante che con umorismo parla di un figlio simpatico e del suo pisello, invece sì.