Nuova doccia fredda per Tesla: la compagnia americana ha di nuovo rimandato i target produttivi della Model 3. La berlina a emissioni zero, progettata per far diventare la marca un costruttore “di massa” (con prezzi da 35 mila dollari in USA), ha infatti registrato un nuovo ritardo nella produzione di 3 mesi: il nuovo obiettivo è ora fissato a 5 mila unità prodotte a settimana entro fine giugno.

Secondo gli analisti Elon Musk potrebbe presto chiedere un nuovo aumento di capitale, in un momento in cui la sua azienda ha perso 1 miliardo di dollari a trimestre per adeguare le linee produttive della Model 3. Naturalmente tutto questo ha ripercussioni sulle quotazioni dell’azienda: il titolo ha perso il 3,6% dalla scorsa settimana. Secondo alcune stime quest’anno Tesla manderà in fumo 4,2 miliardi di dollari e sarà costretta a racimolarne 2,5 attraverso un’offerta azionaria che potrebbe avvenire già nel terzo trimestre dell’anno.

Il barlume di speranza in questo caso è nei numeri di vendita: nonostante negli ultimi 3 mesi del 2017 la compagnia abbia consegnato appena 1,5 mila Model 3, lo scorso anno le vendite dei modelli più costosi – l’ammiraglia Model S e il suv Model X– sono salite del 33% ed hanno superato le 101 mila unità, un record per il brand di Palo Alto.