Sorrentino, Garrone, Muccino. Ma anche Clint Eastwood, un doppio Spielberg, il Jurassic World di Bayona, Tomb Raider versione Alicia Vikander, l’ultimo film con Daniel Day Lewis, Lady Gaga nel remake di È nata una stella, e Ryan Gosling nei panni dell’astronauta Neil Armstrong. Questi sono solo alcuni degli highlights di ciò che vedremo nelle sale italiane nel 2018. Nel momento in cui scriviamo, però, registriamo soltanto la massiccia, precisa e già parecchio dettagliata programmazione delle major Usa. Mentre per i titoli italiani riusciamo all’incirca ad arrivare a metà anno con l’ufficialità della distribuzione in sala, e per le produzioni di altri paesi da distribuire nelle sale italiane nel 2018 navighiamo ancora in altissimo mare. Oramai anche i sassi hanno capito che Loro di Paolo Sorrentino, e Dogman di Matteo Garrone, saranno a maggio 2018 a Cannes, poi rapidamente in sala.

L’attesa per l’ottavo film (e mezzo, se ci aggiungiamo The Young Pope) del regista napoletano è tanta. Soprattutto per capire se la riedizione post  morettiana del Caimano Berlusconi cavalcherà i toni dell’attualità politica (B. nuovamente presidente del consiglio) o diventerà museo delle cere al ritmo drum&bass come per il fu Divo Giulio (Andreotti). L’incursione nel fantasy di Garrone – Racconto dei racconti – non gli ha giovato granché, tanto che è costretto ad un ripassino dal “via” con quella cronaca nera – qui l’episodio d’ “er canaro” della Magliana – che il regista romano sa tramutare in deformanti sagome cupe e d’oro autoriale. Potrebbe essere invece pronto per settembre/ottobre prossimo, quindi per il festival di Venezia 2018, Sulla mia pelle, il film distribuito da LuckyRed e diretto dall’esordiente Alessio Cremonini. Opera che racconterà la storia di Stefano Cucchi – interpretato da Alessandro Borghi – con nel cast Jasmine Trinca. Anche il ritorno al film corale di Gabriele Muccino (febbraio 2018) potrebbe riservare qualche sorpresa. A casa tutti bene, un’occhiata a Tornatore, e una alla solita mulinante steady-cam in mezzo a decine d’attori (ne citiamo alcuni a caso: Accorsi, Crescentini, Falco, Favino, Marescotti, Sandrelli, Gerini, Ghini) per la tradizionale famiglia che esplode tra corna e non detti. Sempre a febbraio una sbirciatina a Sono tornato di Luca Miniero andrebbe data davvero. Sorta di rifacimento nostrano dittatoriale di Lui è tornato: là il ritorno tra le strade tedesche di Hitler, qui è Mussolini (Massimo Popolizio) a ripiombare in piena Roma. Mentre sarà Frank Matano, abile giornalista, a far diventare il pelatissimo Duce star dei media odierni.