Sono sconvolto dall’accoltellamento alla gola quasi mortale di un ragazzino che stava facendo una piccola commissione familiare avvenuto in pieno centro storico a Napoli. Il luogo dell’aggressione rientra proprio tra quelli portati al successo internazionale nell’ultima serie di Gomorra . Sembra evidente in queste azioni di criminali minorenni anche uno spirito di emulazione dovuto allo straordinario successo del “male” incontrastato raccontato in Gomorra.

Ma non dobbiamo criminalizzare il racconto ed il suo successo straordinario: dobbiamo sforzarci di comprendere cosa sta realmente accadendo per poterlo contrastare con efficacia. Stanno accadendo due fenomeni contemporaneamente:

a) Il mercato della droga in Italia, per sole circa cinque categorie di prodotti principali (che si suddividono a loro volta in circa ben 19 sottocategorie di sostanze di abuso) ha raggiunto la stratosferica cifra (sottostimata e cash) di ben 11,8 miliardi di euro all’anno soltanto in Italia. Per dare idea delle dimensioni eccezionali del fenomeno l’intera spesa farmaceutica del Servizio Sanitario Nazionale italiano per tutte le categorie di farmaci, ivi compresi i costosissimi antitumorali è 17,8 miliardi di euro anno 2016. Quindi per sole (e poche) droghe di abuso, la malavita incassa cash non meno dei due terzi dell’intero mercato farmaceutico nazionale!

Ciò è dovuto anche alla caduta delle remore sociali, civili ed educative nello spaccio e nel consumo delle droghe. Spacciare, vendere e consumare droghe di abuso, nonostante il permanere di leggi penali con sanzioni apparentemente durissime ma inefficaci, è diventato una attività sociale considerata “accettabile” e “normale” in territori come i nostri dove il lavoro onesto e dignitoso, anche volendo, non esiste.

Questo ha provocato una capillare diffusione dello spaccio con fenomeni anche distorsivi e pericolosissimi per la salute dei consumatori come il “taglio” indiscriminato con sostanze inerti o anche tossiche per incrementare i profitti.

Parallelamente si è materializzato negli anni a partire dagli 80 (iniziando dalla NCO di Cutolo), un sistema di “welfare” tra le famiglie malavitose estremamente capillare ed efficiente rispetto al disastro invece del welfare dello Stato che ha portato un grandissimo ed inattaccabile “consenso sociale” almeno per un 20-30% della popolazione che vive nei quartieri più poveri delle metropoli  (non solo nella cosiddetta periferia ma anche in peno centro storico).

b) Stiamo registrando anche la progressiva diffusione e sviluppo del commercio on line e globalizzato anche delle droghe di abuso che nasce per una serie di motivi (garanzia di anonimato, certezza di consegna a domicilio in anonimato, ma soprattutto anche certezza di procurarsi sostanze di maggiore garanzia di purezza rispetto a quelle che oggi si possono ottenere nelle piazze di spaccio).

Nulla si sta ancora comprendendo, in questo contesto di “liberalizzazione” di fatto, “sdoganamento” sociale delle droghe e del “welfare” da loro indotto, arruolamento ed “ingresso nel business” di minori al di fuori delle inefficaci leggi penali, di quanto potenzialmente deflagrante possa diventare a breve la “bomba atomica” dello sviluppo del commercio online globalizzato dei farmaci generici e delle droghe nel dark web.

Per questo inarrestabile fenomeno di globalizzazione del commercio on line anche delle droghe si stanno riducendo gli introiti delle cosiddette “piazze di spaccio” contese da una serie di bande sempre più incontrollabili e sempre più formate da minorenni agguerritissimi perché drogati e addirittura “spinti” dalla proprie stesse famiglie verso un successo criminale che nasce anche dalla emulazione del successo del male visto in tv.

Per mantenere il livello di “wellfare camorristico” raggiunto, settori criminali che erano andati “in disgrazia” solo e semplicemente per minore margine di guadagno come “pizzo” ed estorsioni stanno tornando di piena attualità contribuendo a scatenare feroci guerre tra bande per il controllo del territorio come negli anni Ottanta.

Quello che mi preoccupa molto oggi, invece, è che, nella discussione ovvia di quanto pericoloso sia il successo internazionale della narrazione di Gomorra per fenomeni di emulazione locali, non si sta comprendendo quanto grave sia il fenomeno socio-economico-criminale che Gomorra descrive. Gomorra impera, ma Gomorra sta anche per morire.

La nascita della globalizzazione “liberalizzata” di fatto delle droghe di abuso con la progressiva perdita degli eccezionali margini di guadagno delle piazze di spaccio nelle nostre metropoli sta già provocando una cruenta guerra civile. Gomorra sta indicando la luna di un fenomeno gravissimo ed epocale e noi, stolti, stiamo discutendo solo sul dito. Cosa accadrà nei prossimi anni nelle nostre metropoli?

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