“E’ un intellettuale, gli piace sedurre”. “A lui piacciono le donne come a me. Quelle che si lamentano per la famosa crisi dell’uomo. Le fake news non sono un’invenzione”. “Allora anch’io ho molestato delle ragazze in discoteca quando avevo 14 anni”. Anche Enrico Brignano ha voluto dire la sua sulla questione delle accuse di molestie sessuali che hanno travolto Fausto Brizzi, amico e regista del film “Poveri ma ricchissimi” in uscita il 14 dicembre e dove lui stesso è protagonista. In un’intervista al Corriere della Sera, l’attore ha scelto di lanciarsi in una difesa accorata del regista, dopo le accuse di alcune attrici raccolte da una serie di servizi de le Iene. E, se il collega De Sica, al lancio del film ha risposto con imbarazzo alla domanda sul perché sia stato tolto il nome del regista (guarda il video), Brignano ha invece scelto la difesa, paragonando la situazione ai casi di malagiustizia che hanno riguardato Enzo Tortora e Gigi Sabani.

Secondo l’attore, le accuse a Brizzi sono ingiuste perché a essere sbagliato, secondo lui, sarebbe il concetto stesso di “molestia“: “È un intellettuale, gli piace sedurre. Ha sedotto anche sua moglie così. È già successo: Sofia Loren ha sposato un produttore, Anna Magnani un regista”. Ma non solo, Brignano ha poi aggiunto: “A lui piacciono le donne, come a me. Le stesse donne che ora si lamentano spesso, dicendo che agli uomini piacciono sempre meno, la famosa crisi dell’uomo. Le fake news non sono un’invenzione”. Quindi le argomentazioni: “Ma se uno dice: ‘Spogliati nuda’, ti ha fatto una violenza? No, ti ha fatto una proposta. Digli di no e vai via. Bisogna stare attenti a catalogare tutto come molestia, se no anche io vengo sempre molestato”. E poi ancora: “Dico anche a Miss Italia: lui ti ha chiesto di spogliarti? E quindi? E tu ti sei spogliata? No. E quindi? Chiunque vorrebbe vedere Miss Italia nuda…”. Quindi, pur di difendere il regista, l’auto accusa: “Allora anche io ho molestato delle ragazze: in discoteca, avevo 14 anni. Ci provavo e loro non volevano, eddai, dammi un bacetto, eddai. Una l’ho molestata talmente tanto che si è fidanzata con me. E da ragazzino ho anche palpeggiato, facendo la mano morta”.

Per l’attore si tratta solo di “macchina del fango”: “Ora qualsiasi cosa faccia o dica, è negativa. La macchina del fango quando parte, parte”. “Ricordiamo Gigi Sabani? E’ morto di crepacuore per un’ingiusta accusa. Enzo Tortora? I casi sono molti. Da una parte ci sono donne violentate quotidianamente, ed è un dramma, ma ce ne sono anche altre che farebbero carte false per apparire. A chi spetta giudicare? Alla tv o a un tribunale, che agisce su denunce, prove e sulla possibilità dell’accusato di difendersi?”. Brignano non si è risparmiato nemmeno un commento su Asia Argento, l’attrice che ha denunciato le molestie subite dal produttore americano Weinstein: “Ha detto che, 20 anni fa, lui ha fatto quello che ha fatto. Ma poi sappiamo che per cinque anni gli era stata amica e che, attraverso di lui, ha fatto 4 film”.

Per carità, Brignano ci tiene anche a dire che “le molestie e la violenza sono da condannare in assoluto”, ma con un grande “ma”: “Queste accuse sono state fatte non in un tribunale, ma in uno show televisivo. Devo difendere un film a cui hanno lavorato di più di 150 persone. E non si può mettere in croce una persona: il tribunale non può essere Porta a porta o le Iene“.